La coppa Warren e l’omosessualità nel mondo antico

Nov 15 • Luoghi e Personaggi • 3243 Views • Nessun commento su La coppa Warren e l’omosessualità nel mondo antico

Tra i reperti che attraggono l’attenzione dei turisti in visita al British Museum di Londra, merita sicuramente di essere menzionata la Coppa Warren, cioè un oggetto in argento di età romana, unico nel suo genere, che raffigura scene di atti omosessuali tra uomini.Se già questo basterebbe ad incuriosire, ciò che colpisce poi è la sua impressionante qualità artistica, sebbene non manchi in campo archeologico chi affermi trattarsi piuttosto di un falso.

La coppa prende il suo nome da Edward Perry Warren (1860-1928), un collezionista d’arte americano, con particolare propensione a raccogliere oggetti con temi a sfondo omosessuale, che la acquistò a Roma, nel 1911, per un valore di 2.000 sterline. Essa era stata a sua volta acquistata a Gerusalemme, e si diceva fosse stata rinvenuta nei pressi della città di Battir (l’antica Bethther), insieme a delle monete con l’effigie dell’Imperatore Claudio, presumibilmente sotterrate durante la rivolta degli Zeloti. La coppa viene pertanto generalmente fatta risalire alla Dinastia giulio-claudia, e la si pensa prodotta tra il 5 e il 15 d.C..

ll primo lato rappresenta un uomo (ovvero l’erastes, cioè l’attivo) che pratica sesso anale con un giovinetto (l’eromenos, ossia il passivo), il quale, nel rapporto, si sostiene ad una corda del soffitto. L’altro lato raffigura un giovane imberbe che copula tra le gambe di un bambino, a gambe divaricate sopra di lui, nella comune posizione detta “del missionario”. Entrambe le scene presentano un drappeggio tessile come sfondo, insieme a strumenti musicali.

La coppa divenne subito un pezzo pregiato nella vasta collezione di Warren, che si riferiva scherzosamente ad essa con gli amici definendola il “Santo Graal”. Alla morte del collezionista, che fece tumulare le sue ceneri presso Bagni di Lucca, la coppa divenne di proprietà del suo segretario, finendo tuttavia in soffitta dopo essere rimasta invenduta in un’asta.

Negli anni successivi, più volte l’oggetto fu sul punto di approdare negli Stati Uniti, dovendo però fare i conti con ostacoli doganali che ne vietarono l’ingresso a causa del suo contenuto ritenuto pornografico. La Coppa Warren passò quindi al British Museum di Londra nel 1999, che se l’aggiudicò per un valore di circa 1.8 milioni di sterline, ovvero l’acquisto più costoso mai sostenuto fino a quel tempo dal museo londinese per un singolo oggetto.

Nonostante diversi fattori abbbiano portato esperti del British Musuem a ritenere valida la datazione del I secolo d. C. (ad esempio la purezza dell’argento), proprio dagli ambienti accademici italiani sono arrivate critiche sull’autenticità del reperto, che sarebbe invece un falso del ventesimo secolo fatto per compiacere i gusti dell’acquirente.

Vedremo la Coppa Warren nella nostra visita guidata del British Museum.

 

Foto Sailko

 

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