• Divorzio per il primo nipote della regina Elisabetta

    Feb 12 • Eventi • 22 Views

    Il primo nipote della regina Elisabetta e del principe Filippo ha annunciato ieri il divorzio dalla sua consorte.

    Stiamo parlando di Peter Phillips, 42enne figlio della principessa Anna, generalmente poco considerato dalle cronache.

    Peter era sposato dal 2008 con la canadese Autumn Kelly, ed il matrimonio era stato celebrato presso il castello di Windsor.

    La coppia si era conosciuta nel 2003 a Montreal, in occasione del gran premio di formula 1. A quel tempo, Peter lavorava infatti per il team Renault.

    Nel comunicato, la coppia ha voluto specificare come la decisione sia stata presa nel migliore interesse dei loro due figli, Savannah di 9 anni, e Isla di 7 anni.

    Il divorzio era però già stato comunicato alla casa reale britannica da qualche mese.

    Peter è nato dal primo matrimonio della principessa Anna, ai tempi in cui la donna era legata al capitano Mark Phillips.

    Fu proprio Peter a far diventare Elisabetta e Filippo nonni. Dalla stessa unione tra Anna e Mark Philips, nacque poi, nel 1981, la campionessa olimpica di equitazione Zara Phillips.

    Sebbene Peter non abbia titoli reali, egli risulta al momento 15esimo in linea per la successione al trono.

    Nel 2016, il nipote di Elisabetta aveva dichiarato come fosse molto vicino a sua nonna, da lui considerata un grande modello di ispirazione.

    Photo: Getty Images.

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  • J. C. Dahl, un grande pittore romantico alla Cascata delle Marmore (1820)

    Gen 20 • Terni Falls Festival • 75 Views

    Seguendo ancora le storie dei personaggi del Grand Tour, il 2020 sarà di nuovo un anno di grandi ricorrenze per il territorio di Terni e Narni.

    Avevo accennato qualche tempo fa ai 250 anni dal passaggio del grande maestro Wolfgang Amadeus Mozart, che dovette transitare, in compagnia del padre Leopold, la sera dell’11 luglio 1770, per poi fermarsi a dormire la notte, a Terni con tutta probabilità. I Mozart erano partiti intorno alle 16.30 da Civita Castellana.

    Stavolta parlerò invece di un artista che, sebbene non ancora inserito nei volumi pubblicati sulla materia, può considerarsi tra i più importanti pittori che abbiano mai dipinto la Cascata delle Marmore, insieme a William Turner e Camille Corot.

    La figura in questione è Johan Christian Dahl (Bergen, 1788 – Dresda, 1857), ovvero colui che è considerato il primo grande pittore romantico norvegese, ed insieme il padre del paesaggismo nella nazione scandinava.

    Johan Christian Dahl

    Dahl era nato da una famiglia di umili condizioni. Il padre faceva il pescatore a Bergen. Riconosciuta la vocazione artistica, Johan Christian spese gran parte della vita lontano dalla sua Norvegia. Il pittore completò gli studi accademici a Copenaghen, poi nel 1818 si trasferì a Dresda, dove conobbe e divenne amico di Caspar David Friedrich, altro grande paesaggista romantico.

    Nel 1820, Dahl ricevette quindi dal principe Christian Frederick un invito a trascorrere un periodo in Italia, alla reggia di Quisisana, in un idilliaco angolo del golfo di Napoli.

    A quel tempo, il pittore norvegese stava tuttavia corteggiando Emilie von Bloch, una giovane donna del quale si era invaghito. Il richiamo dell’Italia era però troppo forte, specie per la sua formazione artistica. Dahl sposò quindi la sua innamorata, ed il giorno successivo si mise subito in viaggio, lasciando che Emilie lo aspettasse in Germania.

    L’artista si fermò a Monaco di Baviera e Firenze, quindi il 24 luglio 1820 giunse a Roma, dove rimase un paio di settimane prima di arrivare a Napoli.

    È da credersi dunque che fu durante il viaggio verso la capitale che Dahl volle compiere la sua prima visita al nostro territorio.

    Tra le opere nella collezione del Nasjonalmuseet di Oslo, di cui lo stesso Dahl risulta tra i fondatori, figura infatti un acquerello su carta con soggetto la Cascata delle Marmore, datato 22 luglio 1820.

    Cascata delle Marmore ved Terni, proprietà Nasjonalmuseet Oslo.

    L’opera, che misura 34,8 x 21,6 cm, non risulta ancora catalogata nell’archivio dei Plenaristi.

    Una volta a Napoli, il pittore volle visitare, e dipingere, Pozzuoli, il Vesuvio, gli scavi archeologici di Pompei e Posillipo, l’isola di Capri.

    Capri

    Il periodo italiano, che seppure lasciò in Dahl un’impronta profonda, non viene comunque annoverato tra i suoi più prolifici sotto un profilo artistico. Le sue opere di quel soggiorno vengono considerate o troppo impetuose, o addirittura troppo misurate, mancando quella mistura poetica che aveva decretato il suo successo in Germania.

    Il pittore lasciò l’Italia il 27 luglio 1821, per far ritorno a Dresda dalla sua sposa, oltre un anno dopo la sua venuta nel Belpaese.

    Prima di rientrare in Germania, l’artista volle tuttavia passare una volta in più dal nostro territorio, dove rimase tra il 28 e il 29 giugno 1821. Lo dimostrano sei disegni a matita che si trovano sempre nella collezione del Nasjonalmuseet di Oslo, quattro con soggetti che sembrano da intendersi la valle del Nera e le montagne circostanti a Terni, e due con soggetto la strada tra Terni e Spoleto.

    Bebyggelse på veien mellom Terni og Spoleto, proprietà Nasjonalmuseet Oslo.

    http://samling.nasjonalmuseet.no/en/search/?qterm=TERNI

    Ci sarebbe poi un altro dipinto di Dahl sempre dedicato alla Cascata delle Marmore, che è quello qui inserito nel titolo. Trattasi di un olio su tela che era in vendita sul sito Artnet, di dimensioni 74,5 x 61 cm. Non è specificato l’anno a cui riferire l’opera.

    http://www.artnet.com/artists/johan-christian-dahl/landscape-with-the-cascata-delle-marmore-bei-rL88uNvWORpzulZMbqOryg2

    Tornando alla biografia del pittore, nel 1824 egli fu nominato professore all’Accademia di Dresda; ma Dahl non perse mai occasione per rientrare temporaneamente in patria, e dipingere gli amati fiordi. Alcune sciagure si abbatterono poi sulla sua vita. Nel 1827, la moglie Emilie morì nel dare alla luce il loro quartogenito. Il pittore si risposò quindi nel 1830 con Amalie von Bassewitz, ma il caso volle che pure lei morì di parto, nel dicembre dello stesso anno.

    Veduta sulla valle di Stalheim

    Come già accennato, Dahl fu nel 1842 uno dei fondatori del Nasjonalmuseet di Oslo, al quale fece dono di numerosissime opere.

    Il pittore morì a Dresda il 17 ottobre 1857; inizialmente sepolto in Germania, i suoi resti furono nel 1934 trasportati in Norvegia, e tumulati presso la chiesa di Sankt Jakob a Bergen.

    Insieme all’amico Friedrich, e ai pittori inglesi William Turner e John Constable, Dahl viene considerato tra i più grandi esponenti dell’arte romantica.

    Anche questo artista non si lasciò scappare la possibilità di ammirare con i suoi occhi la tanto decantata Cascata delle Marmore, e di raffigurarla anche. Lo fece da un punto di osservazione analogo, ma adoperando tecniche diverse. Da una parte le tenue sfumature dell’acquerello e della matita, dall’altra i colori accesi del dipinto ad olio. Protagonista, ed insieme ammaliatrice, sempre la nostra Cascata, che i romantici stranieri conoscevano anche come Falls of Terni.

    La data del bicentenario della visita di Dahl a Terni sarà il 22 luglio 2020.

    Il nome del pittore danese, riscoperto nel corso delle mie ricerche sulla storia locale, è un altro importante tassello che si aggiunge alla lunga, e prestigiosa, lista dei personaggi transitati da Terni e Narni durante il periodo del Grand Tour. Chissà che non possa organizzarsi qualcosa pure per celebrare la sua figura.

    Christian Armadori

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  • Travelcard Londra 2020: quale tessera acquistare?

    Gen 15 • FAQ • 9091 Views

    La domanda più frequente che ci viene rivolta è quella relativa all’acquisto del biglietto per muoversi a Londra nei mezzi pubblici della città.

    Di quale tessera munirsi? Oyster Card, Day Travelcard o Visitor Oyster Card?

    Sulla base delle nuove tariffe per il 2020, cerchiamo di spiegarvi quale è l’opzione secondo noi migliore, ovvero la tessera Oyster Card con la formula “pay-as-you-go“, a meno che non si rimanga a Londra almeno 5 giorni.

    In linea di massima, la stessa formula che andremo a spiegarvi sarebbe praticabile semplicemente toccando sul lettore giallo la vostra carta di credito “contactless“. I circuiti bancari più accettati sono Visa e Mastercard. Potrebbe tuttavia essere applicata una commissione bancaria per le carte di paesi diversi dalla Gran Bretagna.

    Dimenticate invece fin da subito la possibilità di biglietti singoli, vi costerebbe una fortuna viaggiare nella rete di Transport for London!

    Al vostro arrivo in una qualsiasi stazione della metropolitana, andate in una delle macchinette che dispensano queste tessere, pagate le £ 5 di deposito, e inseriteci dentro un credito pari a £ 15 se rimarrete due giorni, pari a £ 22 se rimarrete tre giorni, e pari a £ 29 per quattro giorni.

    Solo le macchinette grandi accettano contante (banconote e monete) e permettono un pagamento preciso. Nelle piccole si deve invece pagare con carta di credito o debito, e occorre inserire il PIN. In questo caso, la macchinetta accetta solo importi che vanno da £ 5 a suoi multipli.

    Dovrete fare la suddetta operazione (molto semplice!) da soli, poichè le biglietterie tradizionali sono state soppresse. Se proprio necessitate di supporto, allora ci sono dei Visitor Centres agli aeroporti di Heathrow (terminal 2-3) e Gatwick (terminal North e South), nelle stazioni ferroviarie di Victoria e Paddington, e nelle stazioni underground di Liverpool Street, Piccadilly Circus e King’s Cross.

    Volendo procedere in modo autonomo, si può comunque selezionare l’opzione in lingua italiana.

    A prescindere dal numero di autobus e metro che si prenderanno nel corso della giornata tra zona 1-2 (difficilmente uscirete da queste aree), e indipendentemente dall’orario in cui viaggerete (“peak” o “off-peak”), con tale formula “pay-as-you-go” non pagherete più di £ 7.20 al giorno, ovvero il limite giornaliero (“capping”).

    Se prenderete solo autobus (cosa preferibile per vedere la città ma poco pratica da un punto di vista logistico), la soglia massima giornaliera è di appena £ 4.50. A quel punto, con £ 13.50 di credito sareste coperti per tre giorni.

    Se un giorno non prenderete alcun mezzo pubblico, non spenderete nulla.

    Assicuratevi tuttavia di toccare sempre correttamente, sia in entrata che in uscita, sul lettore giallo che trovate ai cancelli delle stazioni metro, senza spingervi uno con l’altro, aspettate cioè che il cancello si richiuda, altrimenti tutto questo discorso non vale!

    In autobus, la tessera Oyster Card va toccata sul lettore solo in entrata. Non è mai possibile acquistare a bordo biglietti singoli.

    Superate 48 ore dall’acquisto della tessera Oyster Card, la macchinetta grande (quella con scritto in cima refund) vi restituirà le £ 5 di deposito più l’eventuale credito residuo, con un’operazione pure molto semplice. La Oyster Card non sarà più valida e non potrà più essere utilizzata.

    Attenzione: oltre alle £ 5 di deposito le macchinette non dispensano più di £ 10 di rimborso credito, evitate quindi di inserire più del necessario!

    Purtroppo non è possible ottenere il rimborso se sarete a Londra meno di 48 ore dall’acquisto della Oyster Card. Che fare allora in questo caso?

    La stessa formula “pay-as-you-go” resta ancora la più conveniente!

    Nell’arco di due giorni, avrete speso in viaggi un massimo £ 14.40 e non avrete diritto ad alcun rimborso (quindi perderete pure le £ 5 di deposito), ma è sempre meno di quello che vi sarebbero costate due Day Travelcard giornaliere. E potrete sempre riutilizzare la carta in una vostra successiva visita a Londra, o anche regalarla ad un amico.

    Considerate infatti che l’opzione più economica Day Travelcard costa ben £ 13.50 al giorno, che per due giorni equivale a £ 27.00, quindi più cara della formula “pay-as-you-go”.

    Se arrivate e ripartite dall’aeroporto di Heathrow, che è in zona 6, ed è l’unico collegato direttamente con la rete di TFL, tenete in considerazione che il tetto giornaliero diventa £ 13.20, per poi ristabilirsi a £ 7.20 nei giorni in del vostro soggiorno in cui rimarrete solo tra zona 1-2.

    Quale opzione invece per chi si ferma a Londra per un periodo più lungo?

    Se rimarrete a Londra per almeno cinque giorni, allora conviene munirsi piuttosto di una “weekly travelcard” zona 1-2, per un costo fisso di £ 36.10. Trattasi di un biglietto cartaceo che, a differenza della Oyster Card, non richiede il pagamento di un deposito.

    Per chi vuole muoversi solo in autobus, esiste inoltre una tessera giornaliera chiamata One day bus&tram pass, che costa £ 5 e non richiede il pagamento di un deposito.

    In tutte le possibilità sopra elencate, i ragazzi sotto gli 11 anni non pagano. Quelli dagli 11 ai 15 anni pagano invece metà prezzo. Non è possibile tuttavia fare questa operazione da soli. Chiedete aiuto al personale di TFL presente in stazione. Provvederanno loro a farvi acquistare una Young Visitor Oyster Card.

    Due parole infine sulla Visitor Oyster Card, che viene recapitata a casa dietro pagamento di £ 5, più spese di spedizione.

    Questa formula, identica nel funzionamento alla normale Oyster Card con “pay-as-you-go“, sarebbe in teoria la più comoda, poiché una volta arrivati in centro potrete subito salire sui trasporti di Londra, e potete riutilizzare la carta anche in futuro. Tenete tuttavia presente che il rimborso viene concesso solo per il credito residuo, e non per le £ 5 di deposito. La Visitor Oyster Card non è pertanto l’opzione più favorevole in termini di costo.

    ATTENZIONE: La tessera Oyster Card non è valida sui treni Stansted Express e Gatwick Express.

    Se avete scelto una nostra visita guidata di Londra in italiano, siamo disponibili ad acquistare noi queste tessere e farvele recapitare nell’hotel dove alloggiate, dietro pagamento di un piccolo extra.

    Lo stesso vale per gruppi in arrivo agli aeroporti e alle stazioni. Contattateci per conoscere tariffe e disponibilità.

    Info: londrainitaliano@gmail.com

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  • Dove vedere i fuochi di Capodanno a Londra senza biglietto

    Dic 15 • Eventi • 129 Views

    Siete a Londra a Capodanno e non avete trovato i biglietti per assistere ai fuochi d’artificio ?

    Niente paura, ecco delle preziose indicazioni su dove vedere gratuitamente lo spettacolo pirotecnico !

    Ci sono infatti una serie di punti fuori dalla cosiddetta zona rossa che si prestano per l’occasione.

    Considerando che i fuochi verranno sparati all’altezza del London Eye, la cosa migliore è posizionarsi in uno dei ponti non lontani dalla popolare attrazione. Inutile tentare di accedere all’area se si è sprovvisti del necessario tagliando.

    Il più vicino è dunque Lambeth Bridge, raggiungibile in metro dalla stazione di Lambeth North (Bakerloo Line).

    Quindi a seguire c’è Vauxhall Bridge, raggiungibile in metro dalla stazione di Vauxhall (Victoria Line). Nella zona di questo ponte si trovano peraltro alcuni bar che si affacciano lungo il fiume.

    Dalla parte opposta rispetto al London Eye, il ponte aperto al pubblico più vicino alla spettacolo pirotecnico è il Millennium Bridge, raggiungibile dalle stazioni di St. Paul (Central Line) o Southwark (Jubilee Line).

    Quindi tutti gli altri ponti a seguire, ovvero Southwark Bridge e London Bridge.

    Sarà invece chiuso Waterloo Bridge, compreso all’interno della zona rossa.

    Vi consigliamo solamente di coprirvi bene (i ponti sono generalmente molto battuti dal vento) e di procurarvi prima la bottiglia di spumante per brindare.

    Per chi conosce bene Londra, e riesce a spostarsi con i mezzi pubblici senza problemi, allora meglio ancora dei ponti sono le colline a nord del centro.

    Il punto panoramico migliore è sicuramente il parco di Primrose Hill, la cui stazione metro più vicina è Chalk Farm (Northern Line). C’è poi da cammminare un po’, ma tutta la zona è piena di locali dove poter bere prima qualcosa.

    Meno facili da raggiungere sono la collina di Parliament Hill (fermata metro Belsize Park, Northern Line) e quella di Alexandra Palace (metro fino a Finsbury Park, quindi autobus W3).

    Non lasciatevi tuttavia scoraggiare dal fatto che nei parchi sarà buio, vedrete che sono proprio le colline i punti preferiti dai londinesi per i fuochi di capodanno.

    A mezzanotte, nonostante i lavori di restauro non siano ancora terminati, l’orologio del Big Ben scoccherà i consueti dodici rintocchi.

    Tutti i trasporti pubblici saranno inoltre gratuiti dalle 23.45 del 31 dicembre alle 4.30 del giorno successivo.

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  • In affitto le stanze del cottage dove è nato Harry Potter

    Nov 12 • Luoghi e Personaggi • 125 Views

    Arriva dall’Inghilterra una notizia che farà certamente felici tutti gli appassionati di Harry Potter.

    Avete mai pensato di passare una notte a Godric’s Hallow, nel casolare dove il maghetto ha trascorso i primi momenti della sua incredibile vita?

    Ora è possibile realizzare questo desiderio! Tramite il sito Airbnb, per circa 120 sterline a notte, si può infatti affittare una stanza da letto proprio all’interno di tale magico edificio.

    La proprietà, tutelata con un vincolo storico Grade I, si trova nel villaggio medievale di Lavenham, nella contea del Suffolk, a circa 2 ore e mezza di treno da Londra.

    Il film di riferimento è il settimo della serie, dal titolo Harry Potter e i doni della morte (parte I).

    In quella pellicola, per la prima volta Harry si reca nel luogo dove vivevano i suoi genitori James e Lily Potter, che furono poi uccisi dal terribile Lord Voldemort.

    Per quella occasione, il villaggio di Lavenham venne trasformato nel fantastico paese di Godric’s Hallow, dal nome di Godric Grifondoro, anch’egli nato, secondo la fiction, nella stessa località.

    Nel mondo reale, la proprietà è un tipico cottage in legno che si chiama De Vere House, dal nome della ricchissima famiglia che la fece costruire nel XIV secolo.

    A dire il vero, il casolare era già finito da tempo sul mercato, in vendita per un valore attuale di 950 mila sterline. I potenziali acquirenti sarebbero stati tuttavia scoraggiati dal continuo afflusso di visitatori.

    Racconta Jane Ranzetta, proprietaria dell’immobile: <<una volta è arrivato un pullman con 40 passeggeri a bordo proprio mentre delle persone stavano visionando la casa con l’idea di acquistarla>>.

    La donna, venuta meno l’opportunità di vendere il cottage, ha deciso quindi piuttosto di affittarne delle stanze.

    Tutte le camere sono provviste di bagno, televisione e wifi.

    Negli spazi comuni, i clienti potranno usufruire di un accogliente camino in inverno, e del giardino in estate.

    Le staanze risultano al momento quasi tutte prenotate fino al febbraio 2020.

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  • Cosa fa la regina Elisabetta II il giorno di Natale

    Nov 10 • Luoghi e Personaggi • 147 Views

    Cosa fa la regina Elisabetta II il giorno di Natale? Una domanda che spesso ci rivolgono i turisti in visita a Londra di questo periodo.

    Sulle abitudini natalizie di sua maestà, proprio nei giorni scorsi sono usciti degli articoli interessanti, ricavati dalle confidenze fatte da un cugino di Elisabetta a Kenneth Rose, uno dei biografi della casa reale britannica.

    Secondo quanto raccontato dal principe Edward, duca di Kent, 37esimo in linea di successione al trono, la regina pianifica la giornata di Natale nei singoli dettagli, inclusa la disposizione dei commensali a tavola, per evitare rumori molesti che possano disturbarla mentre mangia.

    Elisabetta impone ad esempio che, per il pranzo, gli adulti e i bambini mangino in stanze separate, consentendo di aprire le porte ai più piccoli della famiglia solo a pasto completato.

    I tre figli di William e Kate, e quello di Harry e Meghan, potranno quindi unirsi alle celebrazioni organizzate dalla loro bisnonna solo nel pomeriggio.

    La tradizione vuole che la regina arrivi nela sua residenza di campagna (Sandringham House nella conte del Norfolk) tra il 19 ed il 20 dicembre.

    Il resto della famiglia si unirà a lei ed al principe Filippo il giorno della vigilia, dove tutti consumeranno un afternoon tea e apriranno i regali, come vuole l’usanza in Germania, nazione dalla quale anche la casa reale dei Windsor discende.

    A proposito di regali, si dice che la regina doni ogni anno un voucher di 35 sterline a tutti i componenti della servitù.

    La mattina di Natale comincia invece con un’abbondante colazione. Poi sua maestà e gli altri membri della Royal Family si recano alla vicina chiesa di St Mary Magdalene per ascoltare la messa.

    Per quanto concerne invece il ricco menù natalizio, a rivelarne i contenuti è stato in passato Darren McGrady, ex chef della casa reale.

    Il pranzo comprende quindi un’insalata di gamberetti o di aragosta e un tacchino arrosto con tutti i contorni tradizionali, come pastinache, carote, cavoletti di Bruxelles. Per dessert c’è un budino natalizio con burro di brandy.

    Il succulento pranzo deve essere consumato entro le 15.00, ora in cui viene trasmesso in TV il suo immancabile messaggio di auguri alla nazione. La consuetudine del Royal Christmas Message fu inaugurata dal re Giorgio V, nonno della regina, nel 1932.

    Segue quindi una merenda con una tazza di tè e della torta alla frutta.

    La cena prevede infine un grande buffet, che varia tra le 15 e le 20 portate, servite ai reali direttamente dai cuochi di corte. Non deve mancare qualche piatto a base di cioccolata, meglio se amara e alla menta, come ama Elisabetta II.

    Prima di cominciare a mangiare, viene fatto inoltre un brindisi con un bicchiere di whisky. Allo chef più anziano viene concesso il privilegio di partecipare.

    Sorge infine spontanea una nostra domanda. Date le voci dei recenti malumori tra i fratelli William e Harry, come dovrà regolarsi sua maestà nel decidere dove sederli a tavola?

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  • Londra, il negozio dove nasce lo stile Liberty

    Nov 3 • Luoghi e Personaggi • 4997 Views

    Uno dei grandi magazzini più famosi di Londra è certamente il Liberty, che si affaccia su Great Marlborough Street, appena dietro lungo l’elegante Regent Street.

    La sua facciata, realizzata negli anni Venti, è un perfetto esempio di stile Tudor rivisitato, con imponenti travi a vista derivate dal legname di quercia di due navi da guerra della Royal Navy, la HMS Impregnable e la HMS Hindustan.

    Se il Liberty è quindi un vero e proprio flagship store, va tuttavia chiarito come esso avesse già aperto i battenti nel 1875, fondato da Arthur Lasenby, divenendo ben presto un’istituzione sulla scena della moda internazionale.

    Il cosiddetto stile Liberty prese infatti il nome proprio dal grande magazzino londinese, che produceva articoli d’arredamento, lampade, tappeti e vestiti in collaborazione con i più noti designer dell’Art Noveau e del movimento Art&Crafts.

    Il legno delle navi venne utilizzato pure per i rivestimenti interni, tre cortili coperti, dove si affacciano le gallerie e si respira l’atmosfera di una vecchia locanda di fine Ottocento. Da non perdere il suo reparto tessuti e quello dei tappeti. Da Liberty si vendono inoltre gioielli, profumi, trucchi e accessori vari.

    La più vicina stazione metro è Oxford Circus.

    Nella nostra visita guidata di Londra avremmo modo di passare dal Liberty e assaporare il suo fascino.

     

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  • Guy Fawkes e la congiura delle polveri

    Nov 2 • Luoghi e Personaggi • 4288 Views

    Sono passati oltre quattro secoli dal complotto passato alla storia come congiura delle polveri, ma il nome di Guy Fawkes è ancora ben noto tra la popolazione britannica, e pure quest’anno si festeggia con grandi fuochi di artificio lo scampato attentato al Parlamento e al re Giacomo I.

    Una pagina forse poco conosciuta dai turisti italiani di passaggio in Inghilterra, che cercheremo di raccontarvi brevemente in occasione della data del 5 novembre, dove appunto i cieli del paese si riempono di colori scintillanti ad illuminare la notte, nella cosiddetta Bonfire Night.

    Correva l’anno 1605, il sovrano e tutti i componenti della Camera dei Lord erano riuniti per l’apertura della sessione parlamentare annuale. Guy Fawkes era un cattolico 35enne nativo dello Yorkshire, che insieme ad un altro drappello di suoi compagni (i cospiratori erano cinque da principio), mirava a far saltare in aria con un colpo solo il monarca e l’aristocrazia parlamentare, in quanto venute meno le speranze di una politica tollerante nei confronti di chi non professava la fede protestante.

    Circa un anno prima, il gruppo aveva preso in affitto una cantina sottostante all’edificio che ospitava il Parlamento, con l’obiettivo di scavare una galleria che conducesse proprio sotto alla sala dove si riuniva la Camera dei Lord. La stanza fu riempita con ben 36 barili di polvere da sparo (2500 kg di esplosivo), cioè una quantità sufficiente a distruggere completamente l’area di Westminster e rompere tutte le finestre degli edifici nel raggio di un miglio.

    Attorno alla mezzanotte del 5 novembre 1605, Fawkes, che dichiarò di chiamarsi John Johnson, fu arrestato nella cantina da un drappello di uomini armati guidati da Sir Thomas Knevytt, che era uno dei soldati del re. In possesso di Fawkes furono trovati un orologio, fiammiferi e carta per l’accensione.

    Fawkes fu portato nella camera da letto del sovrano, dove i ministri erano stati convocati urgentemente all’una di notte. Mantenne un atteggiamento di aperta sfida, senza nascondere le sue intenzioni.

    Il giorno seguente, Fawkes fu quindi trasferito alla Torre di Londra dove, sotto tortura, fu costretto a rivelare i nomi degli altri suoi compagni. Un processo sommario, in cui le sentenze erano già state predeterminate, si tenne il 27 gennaio 1606.

    Quattro giorni più tardi, Fawkes, e altre persone implicate nella cospirazione, furono portate all’Old Palace Yard di Westminster, dove furono, nell’ordine, prima impiccati, poi decapitati, e infine squartati, secondo la prassi denominata, appunto, “hanged, drawn and quartered”.

    L’uso del nome proprio Guy, prima molto comune in Inghilterra, calò drasticamente dopo questo evento.

    In seguito alla repressione della congiura, i londinesi furono incitati a festeggiare il salvataggio del re con fuochi d’artificio. Da allora, ogni 5 novembre, nel Regno Unito e in Nuova Zelanda, i bambini vanno in giro per il paese recitando una filastrocca che ringrazia Dio per aver salvato il re dall’attentato, chiedendo soldi per comprare i fuochi per il falò in cui vengono bruciati dei fantocci nella simbolica ripetizione dell’esecuzione dei congiuranti.

    E ancora oggi, prima dell’apertura annuale dei lavori del Parlamento, un gruppo di guardie reali (gli Yeomen of the Guard) ispeziona i sotterranei del’edifcio per ricordare simbolicamente quell’episodio che decretò i cattolici come nemici della monarchia. 

    In tempi più recenti, la figura di Guy Fawkes è stata tuttavia rivalutata nella cultura popolare, al punto che alcuni lo definiscono “l’unico uomo ad essere entrato in Parlamento con buone intenzioni”. Il volto stilizzato di Fawkes viene inoltre spesso adoperato come maschera simbolo di ribellione.

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  • I luoghi della Principessa Diana a Londra

    Nov 1 • Luoghi e Personaggi • 4856 Views

    LONDRA – Il 1 luglio 2018 la principessa Diana avrebbe celebrato il suo compleanno numero 57. Vogliamo quindi rendere omaggio alla principessa del popolo indicando una serie di luoghi connessi con Lady D a Londra.

    Il riferimento a lei più forte è sicuramente il Kensington Palace, dove la principessa del Galles visse dal 1981, all’indomani del suo matrimonio, e rimase anche dopo la separazione con il principe Carlo. È qui che Diana fece crescere i suoi figli, ed è ai cancelli di questo edificio reale che ancora oggi i tanti ammiratori lasciano fiori e biglietti in sua memoria. Fino a febbraio 2019 sarà inoltre possibile ammirare, all’interno del palazzo, la mostra Her Fashion Story, dedicata appunto al guardaroba di Lady D. Il Kensington Palace, da lei affettuosamente ribattezzato KP, si trova all’interno dei Kensington Gardens. Qui vive oggi suo figlio William con la duchessa di Cambridge ed i loro tre figli. Fermate metro: High Street Kensington e Queensway.

    https://www.hrp.org.uk/kensington-palace/explore/diana-her-fashion-story/

    Un altro luogo imperdibile è poi la cattedrale di St Paul’s, dove il 29 luglio 1981 la principessa Diana convolò a nozze con il principe Carlo. L’evento fu seguito in mondovisione da milioni di telespettatori. La cattedrale fu preferita a Westminster in ragione della sua maggiore capienza e della possibilità di un più lungo corteo nuziale. Fermata metro: St Paul’s.

    Nell’itinerario che ripercorre la storia di Lady D va quindi inserita l’abbazia di Westminster, luogo del funerale della principessa svoltosi il 6 settembre 1997. È peraltro in questa chiesa che suo figlio William, nel 2011, ha contratto matrimonio con Kate Middleton, oggi duchessa di Cambridge. Fermata metro: Westminster.

    All’interno di Hyde Park si trova poi la Princess Diana Memorial Fountain, il monumento di granito in sua memoria che ospita una grande fontana circolare, disegnato dall’architetto americano Kathryn Gustafson e inaugurato nel 2004 dalla regina Elisabetta. Fermate metro Knightsbridge, South Kensington o Lancaster Gate.

    Se si hanno dei bambini, vale allora la pena rientrare nei Kensington Gardens, dove trova posto anche il Princess of Wales Memorial Playground, ovvero il parco giochi a dedicato a Lady D in virtù del suo amore per i più piccoli. Inaugurato nel 2000, lo spazio ospita un grande galeone dei pirati e sorge a poca distanza dalla popolare statua di Peter Pan. Fermata metro: Queensway.

    Se si è a Londra di domenica, allora merita una visita all’interno pure la Spencer House, suntuosa dimora della famiglia Spencer che fu costruita tra 1756 e il 1766 da Earl Spencer, un antenato della principessa. Trovandosi questo edificio a poca distanza da Buckingham Palace, negli altri giorni si può sempre curiosare dall’esterno passando attraverso Green Park. Fermata metro: Green Park.

    E sempre a poca distanza, si trova anche la Clarence House, dove la Principessa Diana rimase dal momento del suo fidanzamento con Carlo, nel febbraio 1981, fino al giorno del loro matrimonio. Il suo ex marito vive ancora oggi in questa residenza, in compagnia tuttavia della sua seconda moglie, Camilla duchessa di Cornovaglia. Possibile solo sbirciare da dietro i cancelli. Fermata metro: Green Park.

    Gli appassionati della principessa del Galles non mancano inoltre di fare una capatina al Café Diana, una sorta di ristorante da lei assai frequentato, che ospita molte sue immagini e ricordi. Il gestore del locale è ancora lo stesso che era solito servirle la colazione. Indirizzo: 5 Wellington Terrace, W2 4LW. Fermate metro: Queensway o Notting Hill.

    http://www.cafediana.co.uk/

    Per chi ama invece passeggiare, si può percorrere il Diana Princess of Wales Memorial Walk, cioè il sentiero marcato da 90 placche dorate, in memoria di Lady D, che si snoda tra St James’s Park, Green Park, Hyde Park e Kensington Gardens. Lungo circa 11 km, questo percorso fu inaugurato il 30 giugno 2000 alla vigilia di quello che sarebbe stato il suo compleanno numero 39. Fermata metro: St James’s Park.

    Merita infine una visita la National Portrait Gallery, che ospita ritratti e decine di immagini della principessa Diana, spesso immortalata da fotografi come Mario Testino anche durante le sue numerose attività di beneficienza. Fermate metro: Leicester Square o Charing Cross.

    A parte il richiamo con la famiglia Al-Fayed, che fu proprietaria di quel prestigioso megastore, nulla rimane invece della principessa Diana ai magazzini Harrods. La statua innocent victim che la ritraeva con Dodi Al-Fayed è stata infatti rimossa nei mesi scorsi su volontà dell’attuale amministrazione.

    È infine da ricercarsi nei dintorni della città di Nottingham il luogo in cui la principessa Diana fu sepolta. La tomba è ubicata in un’isola al centro di un lago ornamentale, in corrispondenza della tenuta di Althorp, che la famiglia Spencer fece costruire nel 1688. Non è possibile avvicinarsi materialmente alla lapide, ma in estate viene permesso di lasciare fiori alla base di un tempio in stile dorico costruito in prossimità del lago.

    https://www.londrainitaliano.it/nel-northamptonshire-la-tomba-della-principessa-diana/

    Su richiesta, siamo disponibili a predisporre degli itinerari personalizzati lungo i luoghi della principessa Diana a Londra.

    Per info e prenotazioni: londrainitaliano@gmail.com

    Immagini John Mac Intyre, Nick Parfjonov, Maxwell Hamilton, Jordiferrer, Guillaume Piolle, Mark Fosh, Christine Matthews, Andrevruas, Mark Ahsmann, Steve Cadman, Funguyo6, Vards Uzvards, James Denham, Gegodeju, Andrew Walker, Iacihobo.

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  • Dove è sepolto Freddie Mercury? Il mistero del cimitero di Kensal Green

    Ott 30 • Luoghi e Personaggi • 46794 Views

    Una delle domande consuete che ci vengono rivolte dagli appassionati di musica di passaggio a Londra è la seguente: dove è sepolto Freddie Mercury?

    Questo è infatti un dubbio irrisolto che ha sempre incuriosito i fans dello storico frontman dei Queen, scomparso prematuramente proprio a Londra, nel 1991, all’età di 45 anni.

    A Londra c’è la casa dove Freddie visse i suoi ultimi giorni, chiamata Garden Lodge, e sita al numero 1 di Logan Place, non lontano dalla stazione metro di Earl’s Court. Sul muro di cinta, ancora oggi, a distanza di ventisette anni dalla morte, decine di fans si recano a lasciare messaggi di affetto.

    E sempre a Londra, nel quartiere periferico di Feltham, situato circa due miglia a sud dell’aeroporto di Heathrow, dal 2016 a Freddie Mercury è stata dedicata una blue plaque, apposta al 22 di Gladstone Avenue sulla parete esterna della casa dove la famiglia abitò una volta arrivati in Gran Bretagna da Zanzibar.

    Anche il funerale si svolse a Londra, nel cimitero di Kensal Green, dove il musicista venne cremato. Le ceneri furono affidate a Mary Austin, donna con la quale Freddie ebbe un lungo rapporto all’inizio degli anni settanta, e alla quale rimase sempre molto legato anche una volta rivelato il suo orientamento sessuale.

    Pare che Freddie fosse terrorizzato all’idea che qualche fanatico avesse potuto un giorno rubare le sue spoglie mortali. Per questo motivo, la sua ex compagna ha sempre tenuto segreto il luogo in cui le ceneri sono state sparse.

    Molti ritengono che ciò sia avvenuto sulle rive del lago di Ginevra, dove il cantautore possedeva una casa a Montreux, cittadina svizzera che ha poi dedicato a Freddie Mercury una statua adiacente al lago.

    Il mistero sembrava finalmente risolto nel febbraio 2013. Alcune persone segnalarono infatti la presenza di una lapide proprio al cimitero di Kensal Green (zona nord-ovest della capitale), in cui erano riportati il suo nome anagrafico, Farrokh Bulsara, nonché le sue date esatte di nascita (5 settembre 1946) e di morte (24 novembre 1991).

    Un’iscrizione in francese recitava poi: <<pour etre toujours pres de toi avec mon amour>>. La firma M. lasciava intendere che fosse appunto Mary ad aver fatto innalzare quel monumento.

    La tomba di Freddie Mercury era stata trovata una volta per tutte!

    Saputa la notizia, i fans avevano cominciato quindi ad accorrere numerosi al cimitero di Kensal Green, lasciando fiori e biglietti in memoria del loro idolo.

    Trascorse appena due settimane dal rinvenimento, la presunta lapide in memoria di Freddie Mercury era però stranamente sparita, senza che nessun addetto del cimitero fosse in grado di fornire indicazioni utili, né circa la sua apposizione, né circa la sua scomparsa.

    Qualche anno più tardi, Mary Austin ha peraltro ribadito la sua volontà di mantenere segreto il luogo dove si trovano le ceneri del cantautore. Il mistero rimane, la leggenda di Freddie Mercury pure.

    Su richiesta, possiamo recarci al numero 1 di Logan Place nel nosto tour di Londra dedicato alle leggende del rock. Di seguito il link:

    https://www.londrainitaliano.it/tour-londra-leggende-del-rock/

     

    Immagini: Adnergje, Bradley Page

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