• Sul poeta “ternano” Alberto Mario Moriconi

    Ago 31 • Terni Falls Festival • 26 Views

    Ci sono personaggi della cultura che sono legati a Terni pur non essendo molto conosciuti in ambito strettamente locale.

    Uno di questi è Alberto Mario Moriconi (1920-2010), considerato da alcuni critici tra i più apprezzati poeti italiani del ‘900.

    Non ho approfondito la ricerca e mi limito giusto a fornire qualche indicazione generale.

    Forse non tutti sanno che Moriconi era nato proprio a Terni, il 26 gennaio 1920. Rimasto orfano di padre, all’età di 5 anni la madre lo condusse a Napoli, dove trascorse poi la sua vita.

    Moriconi ha poi ricordato questo sradicamento nella poesia Urbanesimo in cui si legge:

    Madre, tu hai sbagliato
    tu m’hai buttato fra i cementi lisci
    ch’ero ancor gleba erbosa, senza
    consentimento,
    ch’ero ancor vento,
    e per questi rigagnoli
    – neve, ero, d’Appennino, –
    ero aroma di pino, fra i miasmi
    d’un addome di vicoli.

    Di professione avvocato penalista, Moriconi ha insegnato letteratura drammatica all’Accademia di Belle Arti di Napoli e ha collaborato con il quotidiano il Mattino.

    Molto vasta è la sua produzione poetica, che è stata anche tradotta in altre lingue e gli ha permesso di ottenere diversi premi letterari. Alcune di queste raccolte sono anche conservate presso la Biblioteca Comunale di Terni.

    Per meglio conoscere il suo stile, segnalo un articolo apparso sul Corriere del Mezzogiorno in occasione del centenario della nascita:

    https://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/arte_e_cultura/20_giugno_23/alberto-mario-moriconi-poesia-che-spiazza-691c5458-b563-11ea-b4d7-4392a242d6be.shtml

    Sebbene Moriconi abbia poi speso a Napoli la gran parte della sua vita, l’Umbria è rimasta comunque sempre nel suo cuore di poeta.

    Ma cosa sarebbe accaduto se Moriconi fosse invece rimasto a Terni? Raccontò il poeta:

    <<Napoli ha drammatizzato la mia poesia. Se fossi cresciuto nell’Umbria nativa, essa non sarebbe forse neanche nata, o sarebbe stata, forse, d’altra natura, idilliaca, placida, bucolica>> (G. Scognamiglio, L’universo poetico di Moriconi, ed. Liguori, 2004 p. 125).

    Alberto Mario Moriconi è morto a Napoli il 21 marzo 2010, all’età di 90 anni.

    Sarebbe adesso da approfondire il legame tra Moriconi e la città di Terni, partendo magari dal suo atto di nascita. Spero pertanto che questo mio spunto possa servire da stimolo per ulteriori ricerche.

    Christian Armadori

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  • L’arte di Ardengo Soffici dal campo internati di Collescipoli

    Ago 17 • Terni Falls Festival • 95 Views

    Ardengo Soffici (1879-1964) è stato un personaggio eclettico, che si è contraddistinto come pittore, scrittore, poeta e saggista.

    Diverse sono le biografie sulla sua figura disponibili in rete, mi limiterò pertanto a fornire giusto poche informazioni essenziali.

    Ardengo Soffici

    Soffici era nato a Rignano sull’Arno da una famiglia di agiati agricoltori che finì poi in rovina.

    Seguendo la sua vocazione per l’arte e la letteratura, nel 1900 si trasferì a Parigi, dove conobbe tra gli altri Guillaume Apollinaire e Pablo Picasso.

    Rientrato in Italia nel 1907, si stabilì a Poggio a Caiano.

    Veduta di Poggio a Caiano.

    Nel 1908 fu tra i fondatori della rivista La Voce insieme a Giuseppe Prezzolini e Giovanni Papini.

    Aderì poi al futurismo, fondando nel 1913 la rivista Lacerba. Il rapporto con gli altri esponenti del movimento fu tuttavia segnato da profondi dissidi che provocarono presto una rottura.

    Soffici partì quindi come volontario per la I Prima Guerra Mondiale.

    Al ritorno dal conflitto divenne collaboratore de Il Popolo d’Italia e del Corriere della Sera.

    Nel 1925 sottoscrisse il Manifesto degli intellettuali fascisti.

    Nel 1939, su proposta di Benito Mussolini, fu nominato Accademico d’Italia.

    Rimase fedele al regime fino alla sua caduta, al punto da aderire alla Repubblica Sociale Italiana.

    Nel dicembre 1944 fu arrestato per collaborazionismo e trasferito nel campo internati civili di Collescipoli, dove rimase fino a luglio 1945. Fu assolto per mancanza di prove.

    Nel 1955 ricevette il Premio Marzotto per la letteratura.

    Soffici morì nel 1964 a Vittoria Apuana in seguito a un’emorragia cerebrale.

    Al periodo del suo confinamento a Collescipoli è relativo il dipinto che ho inserito in copertina (inverno 1945).

    Trattasi di un olio su cartone che misura 35,5 x 47,8 cm.

    L’opera è in vendita sul sito Farsetti Arte a una quotazione compresa tra 12.000 e 20.000 euro.

    Di seguito il link per il potenziale acquisto.

    https://www.farsettiarte.it/it/asta-0164-2/ardengo-soffici-veduta-di-collescipoli.asp

    Christian Armadori

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  • Lo scultore futurista Alfio Catana e la fontanella di Narni Scalo

    Ago 10 • Terni Falls Festival • 64 Views

    Questo articolo è dedicato alla figura di Alfio Catana, un artista narnese di scuola futurista di cui avevo parlato brevemente nei giorni scorsi rispolverando un suo articolo del 1958 sull’importanza dell’antico cantiere navale di Narni sito in località Le Mole.

    Ritratto di Alfio Catana da giovane, eseguito da Carlo Castellani (collezione personale Cialfi, Terni).

    Catana conosceva bene quel sito archeologico e lo aveva ricollegato agli eventi della storia di Roma che videro la città combattere in mare, a cominciare dalla Prima Guerra Punica (264-241 a. C.).

    L’antico Cantiere Navale di Narni lungo il fiume Nera.

    Avevo dunque provato a cercare qualche ulteriore informazione su questo personaggio, scoprendo da principio come fosse da attribuire al suo genio artistico la fontanella situata presso la stazione ferroviaria di Narni Scalo, con scolpiti i versi che il poeta Gabriele D’Annunzio dedicò alla città di Narni.

    Mi sono innanzitutto recato a Narni Scalo, dovendo purtroppo rilevare come la fontanella sia oggi in totale stato di abbandono, proprio come in abbandono è il cantiere navale e tutta l’area archeologica del Porto fluviale romano di Narni.

    Grazie alla collaborazione del personale della Sala Farini, sono poi riuscito a rintracciare alla Biblioteca Comunale di Terni un prezioso volume curato dal prof. Domenico Cialfi, che proprio al movimento futurista ha dedicato alcuni dei suoi studi.

    Il testo in questione è Umbria Futurista 1912-1944, edizioni Thyrus, 2009, per il quale ha collaborato anche Antonella Pesola.

    Da quelle pagine ho potuto trarre un profilo biografico su Alfio Catana, che era nato a Narni il 1 luglio 1904 in una famiglia numerosa. A metà degli anni ’20 si era poi trasferito a Roma per frequentare l’Accademia di Belle Arti. Ciò permise al giovane artista narnese di entrare in contatto con le avanguardie artistiche di quel periodo.

    Nel 1933, Catana espose negli stand dedicati alla scultura nell’ambito della I Mostra Nazionale Futurista in piazza Adriana a Roma.  Fu notato dal pittore futurista perugino Gerardo Dottori, che lo segnalò alla rivista ufficiale del movimento quale <<promettente artista della giovane leva umbra>>.

    Catana viene descritto come uno spirito irrequieto e dai facili entusiasmi. Dopo essersi sposato, a metà degli anni ’30 partì volontario con uno dei suoi fratelli per la Guerra d’Africa. Qui avrebbe realizzato un monumentale busto di Benito Mussolini del quale si sono però perse le tracce.

    Una volta di rientro a Narni, lo scultore entrò in contatto con gli esponenti del Sindacato degli artisti della bassa Umbria, ma senza mai partecipare alle loro mostre.

    La sua produzione pubblica si concentrò piuttosto sul grifo, simbolo araldico della città di Narni.

    Su commissione dell’Amministrazione delle Ferrovie dello Stato, nel 1957 ecco che Catana realizzò la fontanella di cui ho parlato sopra, da me inserita come copertina di questo articolo.

    Si legge nel volume Umbria Futurista:

    <<L’opera più importante di Catana risulta essere una fontana, eseguita soltanto nel 1957, in base ad un disegno, però, concepito negli anni ’30. Si tratta di una slanciata ed esile torre merlata, estrema sintesi e stilizzazione della città, con qualche semplificata modanatura ed un grifo in bassorilievo, ottenuto a scavo su uno scudo, sovrastato dai versi di D’Annunzio dedicati a Narni>>.

    Il richiamo araldico del grifo ricorre anche nella lapide ai partigiani della Brigata Garibaldina “A. Gramsci”, collocata nella centrale piazza Garibaldi. L’artista ottenne questa commissione nel 1946.

    E sempre il grifo compare sulla pancia di un’anfora decorata che Catana donò al Comune di Narni nel 1963.

    Lo scultore inseguì costantemente il sogno di una vita libera e creativa. Negli anni ’50 realizzò un teatro di marionette i cui spettacoli venivano proposti gratuitamente per le vie di Narni.

    Catana ebbe sempre una profonda dedizione per la sua città natale. Nel 1966 pubblicò un accurato studio sulla Cattedrale di Narni, dal titolo Ecclesia Cathedralis Narniensis. L’obiettivo di quel lavoro era la salvaguardia e la continuità dei simboli religiosi e civili.

    Rimasto solo dopo la separazione dalla moglie, Catana <<chiuse i suoi anni sempre più isolato ed emarginato per i suoi gesti inconsueti, bollati come eccentrici e strambi dai suoi concittadini>>.

    Catana morì a Narni il 3 dicembre 1969, all’età di 65 anni. La sua collezione privata è andata purtroppo dispersa.

    Se la bonifica dell’area archeologica del porto fluviale romano è un appello rimasto sempre inascoltato, speriamo che questo articolo possa essere di stimolo per salvare almeno la fontanella di Alfio Catana alla stazione ferroviaria di Narni Scalo.

    Ringrazio Sheila Santilli della Sala Farini per aver segnalato il volume da cui ho ricavato questo articolo e Domenico Cialfi per il supporto e la disponibilità.

    Incollo inoltre il link con le informazioni circa l’articolo scritto da Catana sul Cantiere Navale, tratto da Il Messaggero del 26 febbraio 1958.

    https://www.londrainitaliano.it/il-cantiere-navale-di-narni-interpretato-da-uno-scultore-futurista-anno-1958/

    Christian Armadori

     

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  • Il Cantiere Navale di Narni interpretato da uno scultore futurista (anno 1958)

    Ago 4 • Terni Falls Festival • 93 Views

    Torniamo a parlare del sito archeologico del Porto Romano di Narni e dell’antico cantiere navale annesso alla struttura, che ricordo ubicato tra Stifone e Nera Montoro in località Le Mole.

    Lo faccio con un’interessante testimonianza del 26 febbraio 1958 tratta dalle cronache de Il Messaggero, dal titolo Narnia: la vedetta di Roma.

    Essa rappresenta un’ulteriore conferma dell’importanza del sito in epoca romana, nonché la riprova di come il ricordo dell’attività cantieristica si fosse tramandata nei secoli attraverso i racconti popolari.

    L’autore è Alfio Catana, un personaggio particolare di cui darò brevemente conto alla fine di questo articolo.

    Si legge:

    <<L’arsenale fu situato presso le mole di Montoro ed i bacini di carenaggio (tuttora visibili), nel destro ramo del Nar che in quel punto è diviso da una isoletta. Per i chiodami venne usato il ferro della miniera ancor esistente della montagna di Santa Croce; per i remi e le carene il durissimo elce (che al primo urto sfasciava i legni nemici), e per le alberature gli alti tronchi delle conifere. Appena allestite le galee: biremi e triremi venivano varate e pilotate al Tevere fino a Roma, ove venivano completate degli accessori. A decine di migliaia ne vennero costruite per Roma!>>.

    Catana elenca poi i vari episodi della storia di Roma che videro la città necessitare di una larga flotta, cominciando dalla Prima Guerra Punica (264-241 a. C.). Secondo la sua lettura, fu proprio il cantiere navale di Narni a fornire nei secoli il più grande contingente di navi.

    A prescindere dall’oggettività storica di queste considerazioni, è chiaro come il giornalista conoscesse molto bene l’area archeologica, che è appunto contraddistinta dal toponimo Campo d’Isola in ragione dell’isolotto venutosi a creare con il lungo canale artificiale scavato anticamente in loco.

    Catana non sembra comunque potersi intendere come uno storico nel senso stretto del termine e va quindi letto con opportuna cautela. Ciò lo si intende ad esempio dove afferma che la chiesa di Santa Pudenziana <<servì per le cerimonie religiose agli addetti ai lavori dei cantieri navali che vi giungevano in breve per la strada di Treie>>, ferma restando l’importanza reale di quella strada per i collegamenti tra Narni e il porto fluviale romano.

    Catana tratteggia poi una sua intrigante ipotesi relativamente ai simboli scolpiti presso la sovrastante Grotta di Orlando, lungo la Via Flaminia, nelle quali ha identificato un busto in rilievo, un pesce, una galea e un fallo.

    La sua interpretazione è in forma di rebus: Flaminio (il busto) dalla sua strada vigila il corso del Nar (il pesce) e l’Arsenale Romano (la galea), mentre il fallo è il simbolo generatore della potenza di Roma.

    Nel parlare del cantiere navale, Catana potrebbe essersi rifatto al contributo di altri autori locali, quali ad esempio Rutilio Robusti, che riferì di un’origine greco-pelasgica del toponimo Stifone volta a <<indicare una località dove si dovevano costruire e varare delle barche o zattere di legname per essere inviate verso Roma o altrove, per poi servire a costruzioni navali di mole maggiore>>. (Narni, guida della città e dintorni, 1924).

    Si ricorda come il porto fluviale di Narni sia citato da Tacito per l’episodio che nel 20 d. C. vide il console Pisone qui imbarcarsi per Roma con tutto il suo seguito (Annales, III, 9).

    L’importanza del sito è inoltre confermata dai numerosi ritrovamenti archeologici avvenuti nell’area, oltre che dall’imponenza dei resti in loco connessi al cantiere navale.

    Maggiori informazioni:

    https://www.londrainitaliano.it/porto-fluviale-romano-di-narni/

    Il sito archeologico è purtroppo ancora in abbandono e difficilmente accessibile a causa della vegetazione.

    Due parole infine su Alfio Catana, autore dell’articolo qui passato in rassegna. Aveva studiato a Roma all’Accademia e si era poi dedicato alla scultura, aderendo al movimento futurista. Descritto dal nipote come un personaggio stravagante, ha realizzato per la città di Narni alcune opere, tra cui la fontanella alla stazione ferroviaria con i versi di Gabriele D’Annunzio dedicati alla città. Catana è stato ricordato nel marzo 2009 dalla Biblioteca Comunale di Terni, nell’ambito dell’iniziativa Mio zio era un futurista.

    https://ilmondodifabio.blogspot.com/2009/03/mio-zio-era-un-futurista.html

    Christian Armadori

     

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  • Freud a Terni raccolse ciclamini

    Lug 28 • Terni Falls Festival • 151 Views

    Dopo aver parlato nei giorni scorsi del fatto che Sigmund Freud avesse visitato la Cascata delle Marmore, sono oggi a portare un documento a conferma di questa notizia.

    La sera del 10 settembre 1897 il padre della psicoanalisi scrisse una lettera da Spoleto alla moglie Martha Bernays, in cui raccontò di aver visitato la mattina <<le Cascate indescrivibili di Terni>> e avere lì <<raccolto dei ciclamini>>. 

    Fu dunque un’esperienza sicuramente molto suggestiva per il grande neurologo austriaco, non fosse per il pranzo poi consumato a Terni, da lui definito <<il primo pessimo pasto fino a quel momento>>.  Tale affermazione è probabilmente da riferirsi al periodo compreso tra la sua partenza da Venezia, il 3 settembre 1897, e il suo arrivo a Terni, che è dunque da ascriversi al giorno 10 settembre 1897.

    Il contenuto integrale della lettera.

    Si ricorda come Freud viaggiasse in compagnia di suo fratello Alexander e di un allievo-paziente di nome dott. Felix Gattel.

    Freud proveniva da Orvieto e si era fermato il giorno precedente al Lago di Bolsena.

    La mappa del viaggio di Freud in Italia nel 1897.

    La lettera è stata pubblicata in S. Freud, Notre coeur tend vers le Sud, un volume dove sono riportate le corrispondenze di Freud nel periodo 1895-1923 (edizioni Fayard, 2005).

    Christian Armadori

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  • Sigmund Freud alla Cascata delle Marmore (settembre 1897)

    Lug 26 • Terni Falls Festival • 110 Views

    Tra i grandi personaggi che hanno visitato la Cascata della Marmore c’è pure Sigmund Freud (1856-1939).

    Il fondatore della psicoanalisi aveva una grande passione per l’Italia: basti pensare che visitò Roma ben 7 volte.

    Nella nostra regione amava invece Orvieto in modo particolare, dove fece tappa per tre volte (1897, 1902 e 1907). Qui Freud rimase particolarmente impressionato dagli affreschi di Luca Signorelli presenti nel Duomo della città.

    Della sua visita alla Cascata delle Marmore si parla nel volume Freud’s Italian Journey (2006), scritto da Laurence Simmons.

    Alla fine di agosto 1897, Freud si mise in viaggio da Venezia verso Firenze. Era accompagnato da suo fratello Alexander e da un allievo-paziente di nome dr Felix Gattel, che gli era stato mandato dal chirurgo tedesco Wilhelm Fliess.

    Il gruppo visitò poi Lucca, Pisa, Livorno, Siena, Poggibonsi, Chiusi, quindi giunse a Orvieto, dove Freud volle fermarsi per tre giorni. L’itinerario proseguì per Bolsena, Spoleto, la Cascata delle Marmore e Assisi, dove il celebre neurologo incontrò Eleonora Duse, che era lì in vacanza. Quindi si fermarono altri tre giorni a Perugia, poi Cortona, Arezzo e ancora Firenze.

    Il 20 settembre 1897 Freud era rientrato a Vienna.

    Non ho approfondito ulteriormente questa esperienza di viaggio: possiamo tuttavia ascrivere la visita di Sigmund Freud alla Cascata delle Marmore al settembre 1897.

    Christian Armadori

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  • Christian Armadori Curriculum Vitae

    Lug 16 • Lifestyle • 75 Views

    NOME: Christian Armadori
    LUOGO E DATA DI NASCITA: Terni 03/03/76
    EMAIL: chri.armadori@gmail.com

    TITOLI ACCADEMICI

    2012: DITALS II, Certificato di competenza in didattica della lingua italiana a studenti stranieri. Università di Siena.

    2004: Laurea in Sociologia vecchio ordinamento, indirizzo comunicazione e mass media. Università “La Sapienza”, Roma.

    QUALIFICHE PROFESSIONALI

    2007: Diploma di Accompagnatore Turistico, con abilitazione per le lingue italiano, inglese e spagnolo. Regione Umbria.

    2003: Patentino di Giornalista Pubblicista, Albo Regione Umbria.

    CONOSCENZA LINGUE STRANIERE

    2011: Lingua Spagnola, DELE B2, Diploma de Espaňol como lengua extranjera, Instituto Cervantes.

    2010: Lingua Inglese, Certificate in Advanced English, University of Cambridge.

    ESPERIENZE PROFESSIONALI NEL SETTORE TURISMO

    2014-2020: Fondatore e direttore del network Londra in Italiano (certificato di eccellenza Tripadvisor per gli anni 2018, 2019 e 2020). Organizzazione viaggi per la destinazione Inghilterra, visite guidate di Londra (musei inclusi) e delle altre città inglesi. Gestisco personalmente il sito internet e gli aspetti amministrativi. Ho al momento una decina di collaboratori tra guide e accompagnatori turistici.

    2018-2019: Servizio di guida locale su Londra per l’agenzia City Unscripted.

    2006-2015: Receptionist presso il Best Western Corona Hotel, Londra.

    2006: Organizzatore di uno stand al Viva Italia Show di Londra, allestito per promuovere turisticamente il comprensorio di Terni e Narni sul mercato inglese.

    ESPERIENZE COME INSEGNANTE DI ITALIANO A STRANIERI

    2007-2021: Insegnante per l’agenzia Cactus Language, corsi serali per adulti a Londra.

    2007-2019: Insegnante per l’agenzia Succeed in Languages, corsi di italiano per business, Londra.

    2007: Corso di formazione per l’insegnamento dell’italiano come lingua straniera, Istituto Italiano di Cultura, Londra.

    ESPERIENZE COME GIORNALISTA PUBBLICISTA

    2006-2021: Corrispondente da Londra per l’agenzia di stampa Italpress sita a Palermo. Ho fatto parte stabilmente del loro team giornalistico in occasione delle Olimpiadi 2012.

    1998-2021: Collaboratore del Corriere dell’Umbria, redazione di Terni. Articoli di carattere sociale, culturale e sportivo.

    PUBBLICAZIONI

    2021: Sulla pelle delle donne: storia del sifilicomio ternano, Orvieto, ed. Intermedia. Volume che ricostruisce il dramma delle prostitute affette da malattie veneree che furono segregate all’interno dell’Ospedale di Terni nel periodo 1861-1885.

    2016: Virgilio Alterocca (1853-1910): biografia analitica con cenni sulla sua famiglia, Arrone, ed. Thyrus. Biografia sulla figura di Virgilio Alterocca nelle vesti di insegnante, giornalista, imprenditore, politico e benefattore. Una sezione è dedicata al fratello Francesco Alterocca, che fu insegnante e scrittore di testi per le scuole.

    2015: “Giovanni Pascoli visto con gli occhi del discepolo Arnaldo Alterocca”, in Nuova Antologia, luglio-settembre 2015. Saggio sul rapporto tra Arnaldo Alterocca, che fu scrittore e professore universitario, ed il poeta Giovanni Pascoli. Fondata nel 1866, Nuova Antologia è tra le più prestigiose e longeve riviste accademiche italiane.

    2013 e 2012: Il porto di Narnia e il cantiere navale romano sul fiume Nera, Roma, edizioni Quasar. Saggio sul sito archeologico dell’antico porto fluviale rinvenuto nel comune di Narni, in località Le Mole. Il volume, pubblicato in due edizioni, è presente nei cataloghi delle più pretigiose biblioteche e università del mondo, tra cui la Stanford University, la Johns Hopkins University e la University of Oxford. Prefazione del prof. Simone Sisani dell’Università di L’Aquila.

    2001: Tra storia e leggenda: almanacco illustrato della Ternana dalle origini al 2000, Terni, tipografia Visconti. Volume con tutti i tabellini delle gare disputate dalla Ternana Calcio dalle sue origini.

    ATTIVITÀ DI CARATTERE SOCIALE SUL TERRITORIO UMBRO

    2005-2021: Presidente dell’associazione culturale Porto di Narni, approdo d’Europa, nata con l’obiettivo di far conoscere e tutelare l’area archeologica dell’antico porto fluviale di Narni. Nel 2018, ho ideato e promosso il Terni Falls Festival, che si propone lo sviluppo turistico del territorio di Terni, Narni e Valnerina con eventi culturali legati alla tradizione del Grand Tour.

    2021: Responsabile della comunicazione per la Federazione Italiana Escursionismo Umbria.

    2018: Promotore della campagna Terni Plastic Free che ha reso Terni la prima città italiana ad intraprendere un’azione concreta contro l’uso delle cannucce di plastica monouso.

     

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  • Polemiche a Marmore dopo la corsa dei cavalli (anno 1885)

    Giu 25 • Terni Falls Festival • 116 Views

    Quella che vi racconto stavolta è una curiosa storia relativa all’anno 1885, e si riferisce alle polemiche seguite dopo l’esito di una corsa di cavalli organizzata nella frazione di Marmore, nel territorio del Comune di Papigno.

    A sollevare critiche fu tale Basilio Moretti di Montefranco, proprietario di uno dei cavalli in gara, che scrisse una lettera a L’Unione Liberale in data 1 luglio 1885. Si legge in apertura:

    <<Il giorno 28 dello scorso mese, alle Marmore, frazione di Papigno, aveva luogo una piccola festa, e fra gli altri divertimenti vi era pure la corsa dei cavalli. I cavalli assegnati erano quattro, due dei quali assai inferiori agli altri. La prima corsa toccò in sorte ai due cavalli inferiori e passò senza osservazioni. La seconda, pure a sorte, toccò ai due migliori e precisamente alla cavalla del sig. Faustini Virgilio ed al cavallo del sottoscritto>>.

    Vediamo dunque cosa accadde da suscitare il risentimento del Moretti. È riportato:

    <<Dato lo squillo della tromba, segnale di partenza, i cavalli si mossero uniti e primo a giungere al punto designato fu il mio cavallo, e la Deputazione di ripresa gli rilasciava il biglietto di vincita. I deputati però che erano al punto di partenza, e che avevano ordinato lo squillo della tromba, pretesero che la gara fosse nulla, sostenendo che i cavalli non erano partiti insieme, e ordinarono quindi che si fosse ripetuta. Opponendomi a tale pretesa, la stessa deputazione colle norme di un codice tutto suo proprio stabilì che pel premio decisivo corresse la cavalla perditrice con uno dei primi due cavalli. Così la cavalla del sig. Faustini ebbe l’immeritato premio e pallio>>.

    Il Moretti pensò pertanto di essere stato ingiustamente penalizzato. Disse comunque che non avrebbe portato la questione in tribunale. Si legge in conclusione:

    <<Sorge ora spontanea questa domanda ai sigg. della deputazione. Fu favoritismo o ignoranza delle prammatiche consuetudinarie? Per mio conto, poco curando la cosa, e lungi dal rivolgermi ai tribunali, amo meglio che giudichi il pubblico intelligente ed onesto>>.

    La festa organizzata a Marmore si era dunque conclusa con qualche strascico inatteso.

    Ringrazio Sheila Santilli della bct per il supporto archivistico.

    Christian Armadori

    La foto in copertina è dell’utente wiki Alessandro Antonelli.

    Se ti è piaciuto questo articolo sulla storia del territorio di Marmore-Papigno, potrebbe interessarti anche il seguente:

    https://www.londrainitaliano.it/anno-1880-le-lagnanze-di-un-diplomatico-britannico-in-visita-alla-cascata/

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  • La campagna di Virgilio Alterocca per un forno crematorio a Terni (anno 1886)

    Giu 9 • Terni Falls Festival • 125 Views

    Quello di costruire a Terni un forno crematorio è un progetto che prese addirittura le mosse alla fine del XIX secolo, quando in città cominciò la produzione dell’Acciaieria.

    Tra i promotori di questo disegno, mai realizzato, vi fu Virgilio Alterocca, che come di consueto si distingueva per la sua incredibile lungimiranza.

    La sua era una prospettiva laica, che si inquadrava nel contesto di una Terni destinata ad una rapidissima crescita demografica.

    Dalle colonne del suo periodico L’Annunziatore Umbro-Sabino, in data 2 settembre 1886, Alterocca scrisse dunque quanto segue:

    <<Ci si era fatto sperare la prossima costituzione di un comitato per erigere un tempio crematorio. La città in cui fumano cento comignoli; in cui la potenza idrodinamica dà vita ad opifici d’importanza mondiale; la città irradiata dalle lampade Cruto e Crompton, non potrà dirsi veramente civile se non usufruirà di questo nuovo trovato della vera civiltà e della scienza>>.

    Alterocca ne faceva dunque una questione di progresso, così che un forno crematorio sarebbe stato auspicabile a fronte dello sviluppo industriale della città.

    Venne dunque lanciata una colletta, promossa dal Circolo degli Amici, che il periodico di Alterocca sottoscrisse e condivise con un articolo datato 8 dicembre 1887. Il giornale aveva intanto assunto il nome Il Corriere Umbro-Sabino.

    Le speranze di dotare la città di questo servizio non trovarono però accoglimento, procurando la delusione di Virgilio Alterocca che, vicino alla morte, nell’abbozzare in data 24 maggio 1910 i suoi intendimenti da un letto di ospedale, venne a rammaricarsi di non poter essere cremato a Terni come avrebbe voluto.

    Si legge dal suo testamento segreto pubblicato da Sergio Marigliani:

    <<Qualora la disgrazia non dovesse farmi sopravvivere all’operazione, alla quale so di dovermi ormai sottoporre, la mia salma sia subito cremata qui in Roma, giacché per nostra disgrazia gli sforzi ed i versamenti fatti oltre venti anni fa per avere anche in Terni un forno crematorio, sono restati a tutt’oggi allo stato di desideri>>.

    Rientrato poi in Umbria, una volta dimesso dalla clinica di Roma in cui era stato ricoverato, Alterocca trovò la morte ad Arrone, il giorno 10 agosto 1910.

    Non essendoci a Terni un forno crematorio, il re delle cartoline venne quindi cremato a Spoleto.

    Le sue ceneri furono poste in un’urna posizionata nel cimitero di quella città, andata poi perduta.

    Se non per un brevissimo periodo, quando nel 1886 fu chiamato a Forlì come Regio Ispettore Scolastico, Alterocca non si era mai voluto separare dalla sua Terni, neppure quando era ormai divenuto ricco e benestante.

    Triste dunque constatare quello che fu poi il destino di Alterocca. Dotare Terni di un forno crematorio, sarebbe pertanto anche un riconoscimento alla sua memoria.

    Le notizie contenute in questo articolo sono tratte da C. Armadori, Virgilio Alterocca (1853-1910) biografia analitica con cenni sulla sua famiglia, Arrone, Thyrus, 2016.

    Nessun commento su La campagna di Virgilio Alterocca per un forno crematorio a Terni (anno 1886)

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  • Tour London Stadiums

    Mag 25 • Luoghi e Personaggi • 125 Views

    London is a city with a great sporting tradition.

    In fact, in the English capital there are some facilities that can be considered real temples for fans of football (Wembley Stadium), rugby (Twickenham) and tennis (Wimbledon).

    However, for a visit to these sacred places of sport, access is only possible by purchasing the special tours organized directly on site.

    VISIT LONDON STADIUMS. INFO AND TICKETS

    Thanks to our collaboration with the tour operator Golden Tours, we have a whole range of options available.

    On this page, we list the links for purchasing tickets.

    Let’s start with Wembley Stadium, which is the facility that hosts the matches of the English national football team. The tour lasts 75 minutes. Nearest underground station: Wembley Park.

    Below the link for purchasing tickets:

    http://londrainitaliano.gttix.com/wembley-stadium-tour

    The next option is the tour of the Emirates Stadium, where Arsenal play its matches. The tour lasts 75 minutes. Nearest underground station: Arsenal.

    Below the link for purchasing tickets:

    http://londrainitaliano.gttix.com/arsenal-emirates-stadium-tour

    Another option is the Stamford Bridge tour, where Chelsea play its matches. The tour lasts 1 hour. Nearest underground station: Fulham Broadway.

    Below the link for purchasing tickets:

    http://londrainitaliano.gttix.com/chelsea-fc-stadium-tour-and-museum

    A tour that added to the offer is that of Tottenham Hotspur Stadium, which became available only after the stadium was completely refurbished. The visit lasts about 90 minutes. Nearest underground station: Seven Sisterws.

    Below the link for purchasing tickets:

    https://londrainitaliano.gttix.com/tottenham-hotspur-stadium-tour

    If you need any assistance, please do not hesitate to contact us.

    Info: londrainitaliano@gmail.com

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