• RecuperiAMO l’antica chiesa di San Giovenale a Cecalocco

    Lug 18 • Terni Falls Festival • 401 Views

    TERNI – È un’iniziativa a tutela del patrimonio storico-artistico quella organizzata dall’associazione culturale Porto di Narni, approdo d’Europa per il prossimo sabato 1 agosto 2020.

    Dopo il successo dell’evento MozarTiAmo, organizzato per celebrare i 250 anni del passaggio del grande musicista austriaco da Terni, ed inserito all’interno del cartello Terni Falls Festival, stavolta i soci punteranno invece sulla frazione di Cecalocco, compresa nel territorio del Comune di Terni.

    Come da consuetudine, lo spirito è proporre un’occasione conviviale all’insegna della storia locale, il teatro, la musica, la pittura, il rispetto per l’ambiente e la voglia di stare insieme.

    L’idea nasce dalla volontà di coinvolgere la cittadinanza sulla necessità di salvare la deliziosa chiesa di San Giovenale, un edificio di culto costruito tra il XII e il XIII secolo in precario stato di conservazione, per non dire a rischio di crollo totale, che presenta all’interno dei pregevoli affreschi.

    Il sito ricade sotto la giurisdizione ecclesiastica della Diocesi di Spoleto. Un affresco raffigurante la Vergine del Monte Carmelo, che veniva segnalato presso la parete di sinistra, risulta purtroppo disperso.

    Di seguito il programma dell’evento RecuperiAMO l’antica chiesa di San Giovenale a Cecalocco:

    L’incontro è previsto alle ore 18.00 presso l’area picnic di Cecalocco adiacente alla chiesa di San Giovenale, che potremo ammirare attraverso la porta di entrata (parte del tetto è crollato).

    Il presidente dell’associazione culturale, Christian Armadori, fornirà delle informazioni storiche sull’edificio di culto, supportato dalle testimonianze degli abitanti di Cecalocco, che più volte hanno sollecitato un necessario intervento di recupero.

    Seguirà quindi l’artista Massimo Zavoli con la presentazione di un’acquaforte sui Protomartiri, nativi proprio di questa zona dell’Umbria meridionale, di cui ricorrono 800 anni dal martirio.

    Spazio poi al teatro, con l’attore Stefano de Majo che metterà in scena il suo spettacolo Francesco allodola di Dio, accompagnato con la voce e la chitarra di Marialuna Cipolla, nei panni di Santa Chiara. Sarà dunque richiamata la figura del Poverello di Assisi per invocare il restauro della chiesa.

    Per chi volesse mangiare in loco, sarà in funzione un punto ristoro con panini e bibite gestito dall’agriturismo La Mela Rossa, sponsor dell’iniziativa.

    L’evento è aperto a tutte le associazioni del territorio che vorranno dare il loro supporto.

    Per informazioni: assportodinarni@gmail.com

    379-1380908 (Christian) o 328-8443594 (Anna).

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  • Excursions with Tour Leader in the Marmore Falls area

    Lug 15 • Terni Falls Festival • 337 Views

    Southern Umbria is a fascinating land not yet affected by large mass tourism.

    Visitors generally come to this area to admire the wonderful Marmore Falls (Cascata delle Marmore), and too often they leave without having really breathed the true atmosphere of the surrounding places.

    The territory of the Province of Terni offers a whole series of ancient villages and landscape attractions that deserve to be discovered and experienced, for a suggestive mix of history, art, traditions, nature and flavors.

    The best choice to maximize a stay in this area is therefore to rely on a local professional in the tourism sector, as a tour guide or a tour leader.

    Here is the proposal that can be right for you! Prices are affordable too!

    My name is Christian Armadori, I am a local tour leader, with over 15 years of experience in the sector, in Italy and abroad, with groups and families, and I deeply love the land where I was born.

    Former director of the network Londra in Italiano (Tripadvisor Certificate of Excellence 2018 and 2019), I have been back to Italy for some time, where I am waiting to introduce you to the territory of my Umbria and nearby Sabina, in particular the surroundings of the famous Marmore Falls.

    The itineraries may include the villages of Arrone, Ferentillo, Polino, Scheggino (Valnerina area), Piediluco, Labro, Greccio (Lake Piediluco area), Cottanello, Montasola, Casperia (Sabina area), Cesi, Sangemini, Portaria (Monti Martani area), Poggio Lavarino, Polenaco, Macerino (Valserra area), Melezzole, Santa Restituta, Toscolano (Monti Amerini area) and the city of Terni.

    In respect of the duties of a tour leader, the excursions that I propose are to be understood as easy and suitable for everyone, therefore no academic explanations of churches and monuments, but mainly a great desire to make you discover wonderful villages away from the most popular routes.

    The excursions are available in Italian, English and Spanish language.

    Prices range from € 20 per hour per couple or family if the tour is in Italian, and € 25 per hour if the tour is in English or Spanish. Regular invoice will be issued.

    As for logistics, and in compliance with Covid 19 regulations, customers will be able to follow the tour leader with their own vehicle.

    However, I recommend that you contact me in advance to better organize the excursion and decide an itinerary based on your interests. It will also be my care to provide you with advice on accommodations, restaurants, typical dishes, places not to be missed, and other practical aspects.

    Info: chri.armadori@gmail.com

    Telephone: 0044-7831696510 or 0039-3791380908

    Where your interest is instead that of a visit in more detail, I can personally provide you with the contacts of fellow tour guides.

    If you wish to visit Narni, for example, you can contact Alfredo Paciaroni (tours available also in French and German language).

    https://www.guidanccturisticaumbria.it/

    If you wish to visit Ferentillo, you can instead turn to Sebastiano Torlini.

    https://visitferentillo.it/

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  • Domenico Densi (1691-1779), l’organaro ternano che avrebbe accolto W. A. Mozart

    Lug 10 • Terni Falls Festival • 319 Views

    Sono oggi a parlarvi di un organaro ternano del XVIII secolo, il cui nome è saltato fuori durante le ricerche condotte per i 250 anni del passaggio di Wolfgang Amadeus Mozart dalla città di Terni.

    Come in molti sapranno, questa ricorrenza sarà degnamente celebrata nella splendida cornice di Piazza San Francesco, e rientra all’interno delle iniziative organizzate dall’associazione culturale Porto di Narni, approdo d’Europa per il Terni Falls Festival.

    Nel tentativo di reperire notizie storiche circa il particolare episodio, avvenuto l’11 luglio 1770, ho sentito da più parti delle voci che avrebbero dell’eccezionale, ma non suffragate purtroppo da nessun documento a conferma.

    Si racconta infatti che il giovane musicista austriaco, ancora 14enne all’epoca del suo transito dal nostro territorio, avrebbe addirittura suonato l’organo del Duomo di Terni, proprio come aveva fatto a Civita Castellana solo qualche ora prima. Altri ipotizzano invece che Mozart possa essersi esibito per conto della famiglia Gazzoli.

    Ciò sarebbe avvenuto grazie all’intercessione di un vecchio organaro ternano, Domenico Densi, ribattezzato Denzi nel dialetto locale.

    Seppure affascinante, ho ritenuto da subito che tale informazione andasse letta con molta cautela, per tutta una serie di ragioni.

    Se si prendono per buone le indicazioni di Leopold Mozart, padre del genio, la permanenza sul suolo ternano di Wolfgang Amadeus si sarebbe protratta appena per qualche ora, giusto il tempo di riposare, per poi riprendere il viaggio verso Loreto alle prime luci dell’alba (lettera scritta da Bologna il 21 luglio 1770). I Mozart erano partiti da Civita Castellana intorno alle 16.30.

    Domenico Densi, classe 1691, aveva a quel tempo 79 anni. Nonostante l’età avanzata, nulla ci vieta di pensare che l’organaro potesse davvero aver fatto accedere Wolfgang Amadeus all’organo del Duomo, o lo avesse introdotto alla famiglia Gazzoli.

    Possibile tuttavia che nessun testo di storia locale abbia mai fatto cenno ad un simile avvenimento?

    Basti considerare che tra i registri dell’Archivio di Stato non si trova traccia neppure del passaggio dello stesso Mozart.

    Se dunque il fatto che il grande musicista abbia suonato a Terni sia da considerarsi una notizia non verificabile, questo ha permesso tuttavia di approfondire la vita del concittadino Domenico Densi, che altrimenti sarebbe rimasto nel dimenticatoio.

    Provo allora a fornire qualche indicazione rispetto a questo personaggio, da intendersi come uno dei più importanti costruttori e riparatori di organi cha hanno operato sul nostro territorio.

    Dal documento di battesimo conservato all’Archivio di Stato, si legge:

    <<A dì 20 Febraro 1691 – Domenico Simeone Gasparo figliolo di Paolo Densi e Angela Saracini sua consorte nacque domenica prossima passata tra le 8 e le 9 hore di notte nella Parrocchia di S. Nicolao in Viis et è stato battezzato da me Don Giuseppe Mattilli Com. Re (Commare) Persia Ricci>>.

    La formazione di Densi avvenne sotto la guida di Cristoforo Fontana, un esperto organaro romano che si era stabilito a Terni verso la fine dl XVII secolo.

    Insieme al suo maestro, tra il 1709 e il 1710 Densi aveva collaborato alla manutenzione dell’organo della cattedrale di San Lorenzo a Perugia. Il giovane apprendista rimase sotto la direzione di Fontana fino al 1721, per poi mettersi in proprio una volta acquisite le necessarie competenze.

    Densi aveva infatti firmato un contratto per la costruzione dell’organo a canne della Cattedrale di Santa Maria Assunta di Orte. Per la sua realizzazione, egli riutilizzò parte del materiale fonico del precedente strumento, costruito nel 1582 da Domenico Benvenuti. Questo organo, perfettamente funzionante, è stato recentemente restaurato: il completamento dei lavori ha visto esibirsi, il 18 maggio 2001, il maestro olandese Wijnand Van der Pol.

    Nel 1722, troviamo Densi impegnato a Norcia per la riparazione all’organo della concattedrale di Santa Maria Argentea.

    Lo stesso anno, l’organaro ternano aveva intanto sposato Rosalia Paglia. Da questa unione, vennero al mondo due figli: Giuseppe Maria, nato il 18 febbraio 1723, e Michele Arcangelo, nato il 2 ottobre 1724, entrambi battezzati nella parrocchia di San Niccolò.

    Nel 1724, Densi tornò ancora a riparare l’organo della Cattedrale di Norcia. Nel 1733, viene invece segnalato a Spoleto per il restauro dello strumento della chiesa di San Gregorio.

    Tre anni più tardi, Densi visitò il grande organo della Cattedrale di Orvieto, predisponendo un preventivo per il restauro e la ricostruzione di sei mantici, in concorrenza con l’organaro romano Lorenzo Alari, che si aggiudicò però il lavoro.

    Nel 1740, l’organaro ternano realizzò quindi l’organo della chiesa di Santo Stefano a Precetto, dove si trova il Museo delle Mummie. Lo strumento, con la facciata a tre campate, sebbene ancora visibile (come da foto copertina), è stato privato di tutto il materiale fonico, e pertanto non è più funzionante. Sulla tavola della cassa sopra il leggio si troverebbe la scritta Dominicus Densi fecit A. D. 1740, che purtroppo non ho potuto verificare con i miei occhi nonostante la disponibilità del personale in loco.

    E sempre a Ferentillo, presso la Collegiata di Santa Maria, si trova un altro organo del tutto simile a quello di Santo Stefano, costruito intorno al 1750, e restaurato tra il 1990 e il 1991. Tutto lascia pensare che, pure in questo caso, Densi ne fu il costruttore, per quanto lo strumento non rechi alcuna indicazione circa la sua paternità. Va specificato comunque come, il suddetto organo, sia stato poi rivestito da un mobile dei primi del XIX secolo, che potrebbe averne alterato l’aspetto originario.

    Nel 1741 e nel 1753, Densi effettuò due interventi di restauro all’organo Hermans della Collegiata di Santa Maria Maggiore a Collescipoli.

    Nel 1754, egli restaurò poi l’organo della basilica di Santa Maria degli Angeli, nei pressi di Assisi, insieme ad un garzone. Il lavoro comporto’ anche la ricostruzione di quattro mantici con la spesa di 43 scudi.

    Altri suoi interventi sarebbero documentati ad Amelia, Montefiascone e Rieti.

    Domenico Densi morì a Terni il 18 febbraio 1779 e venne sepolto nella chiesa di San Niccolò, adiacente all’oratorio di S. Croce, entrambi edifici andati distrutti con i bombardamenti della seconda guerra mondiale. Essi sorgevano in corrispondenza di via Ferdinando Parrabbi.

    Stando alle parole dello storico ternano Francesco Angeloni, la chiesa di San Nicolao in viis divisis era collocata nel rione Amingoni. In essa era venerato il culto di Mercurio, e nei suoi pressi trovavasi le rovine di un impianto termale. Scavi effettuati alla fine del XIX secolo confermerebbero questa lettura, essendosi rinvenute condutture e canalizzazioni (vedi Eroli. G, 1886).

    La riscoperta di Domenico Densi non è che l’ultimo frutto degli sforzi di ricerca promossi nell’ambito del Terni Falls Festival. Oltre a celebrare le grandi figure del passato transitate sul territorio di Terni e Narni, l’associazione culturale punta infatti anche a riscoprire personaggi locali che seppero contraddistinguersi. Rientrano in questa ottica gli incontri promossi sull’ingegnere ternano Giuseppe Riccardi, e quelli che saranno organizzati il prossimo dicembre circa il pittore narnese Francesco Diofebi.

    Per il presente articolo, tengo a ringraziare Andrea Giardi, Sheila Santilli (bct), Roberto Fiori e l’Ente Ottava Medievale di Orte per il supporto bibliografico, Stefano de Majo e Fabio Tili per gli spunti sull’eventuale connessione tra Densi e Mozart, Sebastiano Torlini ed il personale del Museo delle Mummie per la disponibilità sul territorio di Ferentillo, e tutti i soci dell’associazione culturale Porto di Narni, approdo d’Europa per il loro immancabile entusiasmo e sostegno.

    Vi aspettiamo domani sabato 11 luglio a Piazza San Francesco (ore 19.00-22.30) per l’evento MozarTiAmo!

    Christian Armadori

    BIBLIOGRAFIA

    Angeloni F., Historia di Terni, Roma, stamperia di Andrea Fei, 1646.

    Giorgetti R., “Organari di Terni”, in Organi ed organari in Umbria dal 1400 ai nostri giorni, Perugia, Istituto Musicale Diocesano Girolamo Frescobaldi, 1999.

    L’Umbria, manuali per il territorio: la Valnerina, il Nursino e il Casciano, Roma, Edindustria, 1977.

    L’Umbria, manuali per il territorio: Terni, Roma, Edindustria, 1980.

    Ottaviani D., Chiese di Terni, 1992 (esemplare dattiloscritto conservato presso la bct).

    Pol, W. van de, “Domenico Densi e l’arte organaria ternana”, in Il restauro dell’organo della Cattedrale di Orte : (Domenico Benvenuti, 1582 – Domenico Densi, 1721), Basilica Cattedrale Santa Maria Assunta-Orte, Banda Musicale Città di Orte, Perugia, Gramma, 2001.

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  • Salvare l’antico lebbrosario di San Bartolomeo ed il suo affresco

    Lug 2 • Terni Falls Festival • 440 Views

    Con questo mio articolo vorrei oggi porre l’attenzione su un antico edificio storico in rovina sito nel territorio del comune di San Gemini, e sulla impellente necessità di salvaguardare almeno l’affresco che rimane all’esterno.

    I dintorni di Terni sono così belli pure per quella capacità di riservare sorprese inaspettate. Mosso puramente da una curiosità conoscitiva, qualche giorno fa ho pensato di fare un giro nella zona di San Bartolomeo, frazione di Quadrelletto, proprio con l’idea di scoprire qualcosa di più in merito all’omonimo luogo di culto.

    Siamo arrivati da Terni, percorrendo la strada di Valle Antica. È una zona che pensavo di conoscere abbastanza, ci sono infatti diversi piccoli laghetti nella campagna circostante, ed è lì che con gli amici del quartiere ho imparato un po’ a pescare. E ci sono pure una serie di grandi caseggiati diruti, di quelli con le stalle annesse, dove uno immagina ancora il laborioso fervore dei contadini che vi abitavano.

    Giunti ormai nel territorio del Comune di San Gemini, ci accorgiamo che in uno di questi edifici a rischio crollo, sotto una tettoia, vi si trova un affresco, una Crocifissione per l’esattezza, di cui si percepisce ancora la pregevolezza dei tratti nonostante la drammatica precarietà del suo stato.

    Ci fermiamo ad ammirarlo e fotografarlo, e capiamo che quella doveva essere l’antico convento di San Bartolomeo, pur senza conoscerne ancora bene le passate vicende.

    Tornati in auto, facciamo subito una prima ricerca, scoprendo con nostra grande sorpresa di come, per oltre tre secoli, in quell’edificio fosse ospitato pure un grande ospedale-lebbrosario, a cui facevano capo i malati di un importante porzione di territorio.

    Ho scelto qui di riprendere le informazioni storiche tratte dal sito I Luoghi del Silenzio, poiché ben sintetizzano quanto riportato nei testi a carattere locale che trattano della materia.

    http://www.iluoghidelsilenzio.it/Ex-convento-e-lebbrosario-di-san-bartolomeo-quadrelletto-di-san-gemini-tr/

    Si legge:

    <<Ex convento e lebbrosario di san Bartolomeo. Si trova nella frazione Quadrelletto a San Gemini, era annesso alla chiesa di San Bartolomeo, da cui prende il nome, in vocabolo Collecapra, oggi Vallantica. La struttura ha ospitato, per oltre tre secoli, un ospedale-lebbrosario di grande importanza. Il ricovero era situato a lato di una strada di abituale percorrenza e nei suoi paraggi si svolgeva la fiera del 25 agosto. I passanti erano prodighi di elemosine, tanto che il lebbrosario divenne un affare per chi lo amministrava. Il Comune di San Gemini, fondatore dell’ospedale, nel 1401 affida la cura dei malati ricoverati a due suoi concittadini: Francesco Violetto e Giacubuzio Somarucci. Una documentazione risalente al 1431 riguarda una composizione della lite tra Dominus Paulus, sovrintendente generale del lebbrosario, e il comune di San Gemini. La lite fu poi composta da papa Niccolò V nel 1453. Con lettera esecutoria del 1455 papa Callisto III ordina al Vescovo di Narni di procedere alla riorganizzazione dell’ospedale di San Bartolomeo, cui facevano capo tutti i lebbrosi di Narni, Orte, Amelia, Todi, Terni, delle Terre Arnolfe e della diocesi di Spoleto. Ciò per consentire ai malati di ricoverarsi in tale ospedale anziché nascondersi nelle capanne rischiando la diffusione della malattia. Il 31 maggio 1515 Leone X sollecita il rispetto di quanto disposto da Calisto III. La soppressione del lebbrosario avviene nel 1740, con il trasferimento delle funzioni all’ospedale della Misericordia, ora Museo Geolab>>.

    Le informazioni di cui sopra sono tratte sostanzialmente dal volume Egidio Antonio Milj, L’antica citta di Carsoli in Casventino ora S. Gemino: porzione e residuo della medesima opera divisa in sette lezioni, dedicata a sua eccellenza il signor principe Don Luigi S. Croce, 2006 (a cura di F. Giffoni Mosca). All’ex lebbrosario si fa inoltre cenno in San Gemini e Carsulae/studi di Umberto Ciotti, 1976.

    Tornando invece al sito I Luoghi del Silenzio, si fa poi riferimento allo stato di totale abbandono in cui versa l’intera struttura, con una citazione in merito all’affresco che qui si vorrebbe provare a salvare, definito opera del Cinquecento:

    <<Attualmente è di proprietà privata, si trova in stato di grave degrado, invaso da sterpaglie, con la presenza di profonde lesioni strutturali, che potrebbero causare crolli imminenti. All’esterno si conserva, sotto una tettoia, un affresco cinquecentesco raffigurante una Crocifissione>>.

    Va detto come dell’affresco non si faccia menzione nei volumi su San Gemini sopra riportati.

    Pochissime le altre informazioni che sono reperibili in rete. Si scopre ad esempio che nel 2018, il presidente di Italia Nostra Terni, Marco Sansoni, avesse lanciato un simile appello, con una lettera indirizzata alla Soprintendenza archeologica dell’Umbria, al Comune di San Gemini e al comando provinciale dei vigili del fuoco. In tale missiva, si parlava di <<sito di notevole rilevanza storica per lo studio del territorio di San Gemini e dell’intera Umbria>>.

    https://www.umbriaon.it/san-gemini-perla-in-stato-di-abbandono/

    Nel 2020, proprio nell’ottica di evitare il crollo definitivo, il complesso è stato quindi inserito nella lista dei luoghi del cuore FAI, avendo tuttavia fin qui raccolto appena 2 voti.

    https://www.fondoambiente.it/luoghi/ex-convento-di-san-bartolomeo?ldc

    Non sono purtroppo in grado di fornire ulteriori indicazioni in merito. Non so pertanto né chi sia il proprietario del caseggiato ex lebbrosario, né quali siano le specifiche competenze del Comune di San Gemini e della Soprintendenza.

    Come scritto in apertura, mi auguro tuttavia che questo mio intervento possa almeno impedire il totale disfacimento dell’affresco, ammesso che non sia già troppo tardi.

    Se qualcuno avesse ulteriori informazioni su tale Crocifissione, è invitato a contattarmi.

    chri.armadori@gmail.com

    Christian Armadori

    Immagini e supporto bibliografico: Sheila Santilli.

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  • Escursioni con accompagnatore zona Cascata delle Marmore

    Lug 1 • Terni Falls Festival • 518 Views

    L’Umbria meridionale è una terra affascinante non ancora interessata dal grande turismo di massa.

    Si viene generalmente in questa zona per ammirare la splendida Cascata delle Marmore, e troppo spesso si riparte senza aver davvero respirato la vera atmosfera dei luoghi circostanti.

    Il territorio della Provincia di Terni offre infatti tutta una serie di borghi antichi e di attrazioni paesaggistiche che meritano di essere scoperte e vissute, per un suggestivo mix tra storia, arte, tradizioni, natura e sapori.

    La migliore scelta per massimizzare un soggiorno su questo territorio è allora affidarsi ad un professionista locale del settore turistico, che sia esso una guida o un accompagnatore.

    Ecco quindi la proposta, a costi contenuti, che può fare al caso vostro !

    Mi chiamo Christian Armadori, sono un accompagnatore turistico, nato a Terni, studioso di storia locale, con oltre 15 anni di esperienza nel settore, in Italia e all’estero, con gruppi e famiglie, e amo profondamente la terra in cui sono nato.

    Già direttore del network Londra in Italiano (Certificato di Eccellenza Tripadvisor 2018 e 2019), sono da qualche tempo rientrato in Italia, dove vi aspetto per farvi conoscere il territorio della mia Umbria e della vicina Sabina, in particolare i dintorni della famosa Cascata delle Marmore.

    Gli itinerari possono includere i paesi di Arrone, Ferentillo, Polino, Scheggino (zona Valnerina), Piediluco, Labro, Greccio (zona Lago di Piediluco), Cottanello, Montasola, Casperia (zona Sabina), Cesi, Sangemini, Portaria (zona Monti Martani), Poggio Lavarino, Polenaco, Macerino (zona Valserra), Melezzole, Santa Restituta, Toscolano (zona Monti Amerini) e la città di Terni.

    Nel rispetto delle competenze di un accompagnatore turistico, le escursioni che vi propongo sono da intendersi come easy, niente spiegazioni accademiche quindi di chiese e monumenti, ma solo tanta voglia di farvi scoprire borghi meravigliosi in modo leggero lontano dalle rotte più battute.

    Le proposte di accompagnamento sono in lingua italiana, inglese e spagnolo.

    I prezzi vanno da euro 20 l’ora per coppia o famiglia in lingua italiana, ed euro 25 l’ora in lingua inglese o spagnola. Verrà rilasciata regolare fattura.

    Per quanto riguarda la logistica, e nel rispetto delle norme Covid 19, i clienti potranno seguire l’accompagnatore con il proprio mezzo.

    Vi consiglio comunque di contattarmi in anticipo per organizzare al meglio l’escursione e decidere un itinerario sulla base dei vostri interessi. Sarà inoltre mia cura fornirvi consigli su ristoranti e piatti tipici, luoghi da non perdere, ed altri aspetti di carattere pratico.

    Info: chri.armadori@gmail.com

    Telefono: 0039-3791380908

    Laddove il vostro interesse sia invece quello di una visita più nei dettagli, posso personalmente fornirvi i recapiti dei colleghi guide turistiche.

    Su Narni, potete ad esempio rivolgervi ad Alfredo Paciaroni, disponibile anche in francese e tedesco.

    https://www.guidanccturisticaumbria.it/

    Su Ferentillo, potete invece rivolgervi a Sebastiano Torlini.

    https://visitferentillo.it/

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  • L’Anfiteatro di Terni, un piccolo Colosseo aperto solo come cinema

    Giu 4 • Terni Falls Festival • 355 Views

    Nella mia esperienza maturata all’estero come accompagnatore turistico, mi sono spesso sentito domandare cosa ci fosse da visitare nel centro di Terni. Desideroso di dare lustro ai siti di interesse storico-monumentale presenti nella mia città, la prima cosa che generalmente mi è sempre saltata in mente è l’Anfiteatro Fausto, ovvero la testimonianza più importante della Terni romana.

    Costruito presumibilmente tra il 30 e il 32 d.C., e quindi più antico del Colosseo, questo edificio di forma elettica poteva contenere fino a 10.000 spettatori, e si caratterizza per il suo stile costruttivo in opus reticulatum.

    Un’iscrizione in marmo, conservata presso il locale Museo Archeologico, oltre a ricordare la data di edificazione dell’Anfiteatro avvenuta sotto l’imperatore Tiberio, testimonia l’origine antichissima di Terni (Interamna Nahars), che si vuole fondata nel 672 a.C..

    Un giro alla scoperta del centro storico di Terni, non può quindi non includere questo importante monumento, che si trova peraltro incastonato tra la Cattedrale ed il Parco della Passeggiata, in una zona quindi di particolare interesse, pure per la presenza di notevoli edifici di architettura medievale (Palazzo Mazzancolli, Chiesa di Sant’Alò, Torre Barbarasa) e rinascimentale (Palazzo Rosci e Palazzo Spada) a poca distanza.

    Tutti i Ternani sanno tuttavia che l’Anfiteatro Fausto non è accessibile al pubblico, o meglio, lo è generalmente solo nella stagione estiva, quando vi vengono proiettati dei film all’aperto. Finito quindi il lockdown, e riaperti i siti della Cascata delle Marmore e di Carsulae, questo antico monumento rimane purtroppo visitabile solo dall’esterno, dove peraltro si nota pure una certa incuria (vedi foto sotto).

    Si faccia bene attenzione. Non è mia intenzione criticare con questo articolo l’attuale amministrazione comunale, di cui in linea di massima apprezzo gli sforzi per promuovere il territorio, volendo solo riportare qui una serie di dati oggettivi tratti dal web. Del resto neppure le giunte cittadine precedenti hanno realmente considerato l’Anfiteatro Fausto un’attrazione turistica, e ciò lo si deduce pure dall’assoluta mancanza di segnaletica, eccezion fatta per un cartello nascosto dai rami alla fine dell’adiacente via Roma. Il recente vincolo architettonico posto per un edificio moderno che si stava costruendo nelle sue adiacenze lascia anzi ben sperare, e l’augurio è che il presente articolo possa appunto servire da ulteriore stimolo.

    Senza voler entrare nel merito della politica, viene tuttavia da chiedersi: ma se l’unica importante testimonianza dell’epoca romana è chiusa al pubblico, e per nulla valorizzata, ha davvero un senso pensare ad una Terni che possa rendersi appetibile agli occhi di un visitatore? Siamo davvero convinti che mostrare la grande pressa fuori dalla stazione ferroviaria, o le altre varie opere d’arte in acciaio disseminate per la città, possa avere la stessa significatività che portare un turista all’interno dell’Anfiteatro Fausto?

    Nella mia esperienza di accompagnatore turistico a Londra, ho visto americani commuoversi con le lacrime davanti ad una misera sezione di mura romane. E sono proprio le glorie del nostro passato che spingono in Italia molti turisti americani, giapponesi, cinesi, ovvero popolazioni che la grandezza delle opere romane potrebbe altrimenti godersela solo in cartolina.

    Volendo approfondire la materia, sono andato a dare un’occhiata a cosa i visitatori riferiscono su Tripadvisor e Google, trovandosi 45 recensioni nel primo sito, e ben 170 nel secondo, a dimostrazione di come questo monumento non possa affatto considerarsi di secondo piano.

    Partiamo allora da Tripadvisor, che è il sito più indicativo per chi ama viaggiare. Nella sezione “cose da fare a Terni”, l’Anfiteatro Fausto si colloca solo al 17esimo posto, preceduto addirittura dal Parco Chico Mendes (in settima posizione), dalla piscine del CLT (decima posizione) o da altri edifici come la basilica di San Valentino, la chiesa di San Salvatore, la Cattedrale e la chiesa di San Francesco.

    Eppure, nonostante la sua non accessibilità durante larga parte dell’anno, le opinioni non sono poi così malvagie, trovandosi 6 recensioni con giudizio “eccellente”, e 25 con giudizio “molto buono”. Alcuni di questi sono utenti stranieri.

    Un turista croato lo definisce <<il monumento archeologico meglio conservato a Terni>>, uno spagnolo <<uno dei tesori di Terni, da non perdersi>>, un australiano lo ritiene <<meraviglioso>>, rallegrandosi del fatto che alcuni operai gli abbiano permesso l’accesso, così come accaduto ad un turista giapponese, che tuttavia fa notare come <<non venga a Terni considerato un’attrazione>>.

    Non potendo riportare qui il contenuto di ogni singola recensione, mi limiterò solo a quelle maggiormente positive e negative, facendo tuttavia notare da subito come, nel voler promuovere il valore di tale monumento, ci siano anche diversi Ternani che hanno lasciato delle loro testimonianze.

    Leggiamo allora tra le recensioni positive: <<è il monumento romano più importante di Terni, da vedere!>>, <<magico, si consiglia la visita di questo bellissimo anfiteatro>>, <<vero e proprio capolavoro della Terni Romana>>, <<interessantissimo opus reticulatum, come pochi se ne vedono in Italia>>, << il monumento più importante di Terni>>, <<il piccolo Colosseo di Terni>>, <<uno dei complessi più suggestivi della città>>.

    Vediamo invece quelle negative: <<una vergogna, l’anfiteatro non è visitabile, tenuto in pessime condizioni, ma soprattutto anche la segnaletica turistica affissa a quasi 3 metri di altezza, non permette neanche di essere letta>>, <<peccato l’incuria, un tesoro lasciato in rovina>>, <<una vergogna per la città, tenuto malissimo, erba alta ovunque, sporcizia e degrado>>, <<invaso dalle erbacce>>.

    In delle recensioni datate al 2015, in un periodo in cui il sito era stato reso temporaneamente fruibile, è inoltre interessante segnalare come qualcuno abbia fatto notare la buona scelta di integrare l’accesso all’Anfiteatro con un biglietto unico alla visita di Carsulae, e pure come la guida sia stata assolutamente all’altezza della situazione.

    Passiamo allora alle recensioni che troviamo su Google, dove l’Anfiteatro Fausto ottiene un lusinghiero giudizio di 4,3 stelle su un totale di 5.

    Tra le valutazioni positive, si legge: <<luogo suggestivo e straordinario>>, <<rovine con enormi potenzialità>>, <<il Colosseo di Terni>>, <<luogo fantastico>>, <<splendido Anfiteatro con potenzialità enormi>>, <<uno spettacolo, punto>>.

    Tra quelle negative, troviamo: <<completamente disorganizzato, abbiamo dovuto letteralmente smuovere mezzo mondo per visitarlo>>, <<ingiusto che sia aperto solo per il cinema>>, <<tenuto piuttosto male, è chiuso, una vera perdita per il turismo locale>>, <<sarebbe un teatro all’aperto di grande fascino e bellezza se solo fosse valorizzato a dovere>>, <<meriterebbe più considerazione storica e più investimenti pubblici>>, <<lasciato allo sbaraglio, il problema è che Terni come città non cura molto i luoghi più “cari”>>.

    Questo è appunto il quadro. Per chi opera nel turismo, ritengo sia fondamentale tenere sotto controllo le recensioni lasciate dai visitatori, potendosi trarre sempre degli spunti che portano a migliorarsi. Il giudizio che è emerso mi sembra chiaro: l’Anfiteatro Fausto è il monumento storico più importanre a Terni, ma merita ben altra considerazione. Va bene utilizzarlo come cinema all’aperto, ma è comunque limitativo delle sue vere potenzialità.

    Concludo con una mia proposta di persona con esperienza nel settore. Non si potrebbe pensare di aprire al pubblico l’Anfiteatro Fausto almeno il sabato e la domenica, sempre con la formula del biglietto integrato, impiegando del personale con qualifiche e specifiche competenze da utilizzare come guide? E non sarebbe il caso di predisporre una più adeguata segnaletica e renderlo libero dall’incuria?

    Da Ternano innamorato della sua città, posso solo augurarmi che questo mio articolo possa costituire un primo tassello per il rilancio del nostro Anfiteatro Fausto. Sono sicuro che Terni non potrebbe che beneficiare da una vera riqualifica del suo piccolo Colosseo.

    Christian Armadori

     

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  • Il pittore Cajetan Roos e la “Cascata di Narni”

    Apr 25 • Terni Falls Festival • 337 Views

    Un nome ancora non catalogato tra gli artisti che hanno rappresentato la Cascata delle Marmore è quello del pittore Cajetan Roos, conosciuto in Italia pure con il nome di Gaetano Rosa.

    Poche le informazioni che si ricavano sul suo conto. Cajetan nacque a Roma nel 1690, figlio del pittore barocco tedesco Phillipp Peter Roos (1655-1706), attivo appunto tra Roma e Tivoli, detto anche Rosa da Tivoli.

    Il nonno di Cajetan era il pittore paesaggista Johann Heinrich Roos (1631-1685).

    Suo zio era invece il pittore barocco Joahann Melchior Roos (1663-1731).

    Per i Roos, quella di dipingere fu dunque una solida tradizione di famiglia.

    E sia Cajetan, che il padre Rosa da Tivoli, vollero dipingere la Cascata delle Marmore, sebbene non sia chiaro quando questo avvenne.

    Di seguito il dipinto di Rosa da Tivoli che raffigura le celebri Terni Falls.

    Per quanto riguarda l’opera di Cajetan (in copertina) trattasi di un olio su tela, che è stato venduto in un’asta, nel 2019, per un valore di 29.760 euro. Il dipinto misura 103 x 77 cm.

    Curioso come l’artista non sia sembrato così avveduto in termini di precisione geografica. All’opera, Cajetan diede infatti titolo The waterfalls of Narni, o Veduta della Cascata di Narni, chiarendo come il salto d’acqua si trovasse a 43 miglia da Roma.

    Come fu per il padre Phillipp Peter, di cui fu chiaramente allievo, Cajetan prediligeva paesaggi italiani, spesso con corsi d’acqua, con mandrie di animali generalmente in primo piano.

    Il sito Ars Antiqua definisce la pittura di Cajetan Roos <<materica, densa, capace di rendere con particolare abilità i manti, e fantasiosa nel descrivere le pose>>.

    Cajetan morì a Vienna nel 1770. Come fu per i suoi antenati, anche egli trasmise la passione per la pittura al figlio, l’artista Joseph Roos (1741-1805).

    Christian Armadori

     

     

     

     

     

     

     

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  • Online Italian language lessons

    Apr 1 • Lifestyle • 294 Views

    What about learning Italian in the comfortable atmosphere of your home or office? We have the experience and the flexibility to meet your own needs! Whenever you prefer to study in the morning or in the evening.

    Italian lessons could be carried out by Skype or Zoom. Learners will be able to study individually or in small groups.

    Christian Armadori is a senior language tutor, who has been teaching Italian in London since 2007, from beginner to advanced level, from teenagers to adults, for pleasure, business and school purposes. He trained at Italian Cultural Institute in London and he holds the qualification DITALS II from the University of Siena in teaching Italian as a foreign language.

    Christian has worked with popular language providers such as Cactus Language, Succeed in Languages and Communicaid. This has given him the opportunity to teach in prestigious companies such as Clifford Chance, Deutsche Bank, Price Waterhouse Cooper.

    Price for one-to-one Italian lessons by Skype or Zoom is £ 20 per hour. We also teach small groups.

    The approach is based on the modern techniques of the communicative method. The focus will be mostly on speaking, with the possibility to concentrate on grammar where requested. The aim is teaching you in a very friendly and relaxed way. Please do not hesitate to contact us if you need our support!

    Info: londrainitaliano@gmail.com

    Telephone: 0044-7831696510.

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  • Cercasi guida Londra per tour del rock

    Mar 10 • Lifestyle • 233 Views

    Nel desiderio di espandere la nostra rete, cerchiamo una figura da impiegare a <Londra come guida per il tour dei luoghi legati alla storia del rock.

    https://www.londrainitaliano.it/tour-londra-leggende-del-rock/

    Inviare il proprio CV laddove siano soddisfatti i seguenti requisiti:

    -passione per la musica rock, specie anni ’60-’70.

    -residenza a Londra da almeno un paio d’anni.

    -disponibilità per il fine settimana.

    -entusiasmo, affidabilità e buona organizzazione.

    -conoscenza della lingua italiana a livello di madre lingua.

    -spirito di squadra.

    Il possesso di un titolo di guida o accompagnatore turistico, di una preparazione universitaria, e di una precedente esperienza nel settore, sebbene non necessari, costituiranno anche punti di merito.

    Siamo spiacenti, ma per ragioni di tempo, risponderemo solo ai candidati in linea con le credenziali di cui sopra.

    Per favore, evitate di telefonare anche !

    Compensi e giorni di lavoro dipendono dal volume e dall’entità delle richieste.

    Trattasi di una posizione da svolgersi come self employed, di carattere saltuario, non adatta quindi ad un trasferimento dall’Italia.

    Provvederemo noi a fornire il training necessario.

    I candidati ritenuti idonei verranno contattati per un’intervista entro un paio di settimane.

    Inviare il CV e una breve lettera di presentazione a londrainitaliano@gmail.com

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  • A Leicester Square otto statue dedicate al grande cinema

    Mar 5 • Eventi • 331 Views

    LONDRA – Otto statue di bronzo che ripercorrono la storia del grande cinema sono state collocate a Leicester Square per celebrare i 350 anni dall’edificazione della piazza.

    L’iniziativa, chiamata Scenes in the Square, vuole rendere omaggio alla lunga tradizione che lega la piazza londinese all’industria cinematografica, essendo proprio Leicester Square, fin dal 1937, il luogo generalmente preposto per le prime dei maggiori film.

    Le otto statue comprendono vere e proprie icone del cinema, e possono essere facilmente individuate grazie ad una mappa ivi collocata. Troviamo quindi: Batman, Bugs Bunny, Laurel & Hardy, Mary Poppins, Mr Bean, Paddington, Singin’ in the Rain e Wonder Woman.

    Le statue di Mr Bean e dell’orsetto Paddington sono collocate su una panchina. Ciò per permettere ai turisti di potersi immortalare accanto a queste due star del cinema.

    Le statue dovrebbero rimanere a Leicester Square fino a giugno 2020, sebbene la speranza degli organizzatori sia quella di poter estendere l’iniziativa per un periodo più lungo.

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