• Quando Francesco Petrarca transitò da Narni (anno 1343)

    Nov 23 • Terni Falls Festival • 37 Views

    <<Altro diletto che imparar non trovo>>. Francesco Petrarca.

    Il fatto che vi racconto oggi, estrapolato dalle mie ricerche sulla storia locale, andrà a testimoniare il passaggio da Narni di uno dei grandi pilastri della Letteratura Italiana.

    Trattasi di un fatto storico riportato dalle fonti scritte, ma che non è stato poi rielaborato nei volumi che parlano del nostro territorio umbro: può dunque parlarsi di una notizia inedita.

    Non si tratta stavolta di un viaggio di puro piacere, e non è neppure da contestualizzarsi nel periodo storico del Grand Tour. Il protagonista di questo mio articolo non visitò la Cascata delle Marmore, almeno per quanto io ne sappia, e c’è anzi da credere che il suo sia stato un semplice transito. Sono tuttavia convinto che gli amici di Narni saranno ben contenti di scoprire che Francesco Petrarca sia passato dalla loro città.

    Cerchiamo allora di capire cosa portò l’autore del Canzoniere sul territorio dell’Umbria Meridionale.

    Partito dalla Provenza, Petrarca era diretto a Napoli nel ruolo di ambasciatore di papa Clemente VI. Dalla città campana, dove era stato mandato per negoziare la liberazione di alcuni prigionieri trattenuti da Roberto D’Angiò, egli raccontò poi del suo viaggio al cardinal Giovanni Colonna, che del poeta era una sorta di protettore.

    Il grande autore toscano aveva attraversato Perugia, quindi si era fermato a Todi, dove fu accolto festosamente dai Chiaravalle, potente famiglia ghibellina alleata storica dei Colonna.

    Sono i primi giorni dell’ottobre 1343.

    Che Petrarca sia poi transitato da Narni, a parte la logica, lo conferma una lettera da lui scritta da Napoli in data 29 novembre 1343, indirizzata al cardinal Giovanni Colonna. Questa è contenuta in Lettere di Francesco Petrarca delle cose familiari, libro V, lettera III. Si legge:

    <<Passando per Pisa, e lasciata Firenze sulla sinistra, giunsi a Siena: indi a Perugia, e di là a Todi, onde i tuoi di Chiaravalle che con mille feste avevanmi accolto, mi si fecero scorta a proseguire per la via di Narni il viaggio insino a Roma, nella quale entrai il 4 ottobre che alta già era la notte>>.

    Nella missiva non è dato sapere se Petrarca si fermò o meno a Narni, ma il documento dimostra come dovette certamente transitarci. Sapendo come il poeta giunse a Roma nella tarda sera del 4 ottobre 1343, si può pensare che a Narni arrivò il giorno prima, quindi in occasione del suo onomastico.

    Ritengo inoltre di assoluto interesse cosa poi accadde a Petrarca una volta giunto a Napoli, dove era ospite nel convento di San Lorenzo. Nella notte tra il 24 ed il 25 novembre 1343, la città campana fu colpita da un violento tsunami che causò numerose vittime e l’affondamento di moltissime imbarcazioni, caratterizzato da un’onda anomala alta circa 40 metri. Si ritiene oggi che il catastrofico evento sia stato causato da una frana sottomarina connessa all’attività del vulcano Stromboli.

    Petrarca fu testimone di quell’evento spaventoso, che raccontò nelle sue Epistolae familiares. La paura fu così tanta al punto che il poeta affermò di non voler più mettere piede né a Napoli, né in qualsiasi altra città di mare.

    Quello di Petrarca è un nome di grande spessore che si aggiunge ad altri famosi personaggi passati dal territorio di Terni e Narni. Come presidente dell’associazione culturale Porto di Narni, approdo d’Europa, vedremo nel prossimo futuro di celebrare degnamente questa importante ricorrenza, pure nell’ambito del Terni Falls Festival.

    Christian Armadori

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  • Filadelfo Simi, il pittore che scelse di vivere a Papigno

    Nov 12 • Terni Falls Festival • 105 Views

    Il personaggio di cui vi parlo oggi, legato fortemente al territorio ternano, è il pittore e scultore Filadelfo Simi, ovvero un artista di livello internazionale le cui opere sono esposte anche nelle collezioni della Galleria Nazionale d’Arte moderna e contemporanea a Roma e alla Galleria d’Arte Moderna a Palazzo Pitti di Firenze.

    Trattasi di un altro nome non ancora catalogato nell’archivio storico dei pittori plenaristi, nonostante pure Simi abbia immortalato i paesaggi intorno alla Cascata delle Marmore in alcune delle sue tele.

    Filadelfo Simi, autoritratto.

    Pittore definito post macchiaiolo, attentissimo disegnatore, Simi era nato a Stazzema (Lucca) nel 1849. Si era diplomato all’Accademia di Belle Arti di Firenze, quindi si era trasferito a Parigi, dove aveva frequentato lo studio dell’artista Jean Léon Gérôme.

    Rientrato in Italia, Simi si divideva tra Firenze e Stazzema. Nel capoluogo toscano, egli aveva proposto nel 1882 la sua prima mostra individuale, e l’anno successivo aveva ottenuto il titolo di Cavaliere della Corona d’Italia.

    Nel 1886, Simi aveva fondato a Firenze la sua scuola di arte internazionale (Studio Simi), quindi nel 1888 era divenuto professore della scuola di nudo all’Accademia di Firenze.

    La definitiva consacrazione del pittore avvenne nel 1887, in occasione dell’Esposizione Nazionale Artistica di Venezia. Il Governo decise di acquistare la sua tela Un riflesso per la Galleria Nazionale d’Arte moderna e contemporanea a Roma. 

    Nel 1888, Simi si sposò con Adelaide Beani, dalla quale ebbe due figli, Renzo che fu pittore e critico d’arte, e Nerina, di cui dirò più avanti.

    Come scultore, aveva realizzato il monumento per Giuseppe ed Anita Garibaldi collocato a Porto Alegre.

    Nel 1889, Simi ottenne poi onorificienze dall’Esposizione Universale di Parigi.

    La sua scuola a Firenze divenne, col tempo, un luogo di formazione e di incontro per allievi di prestigio, quali ad esempio Telemaco Signorini e Giovanni Fattori.

    Alla morte di Simi, avvenuta a Firenze nel 1923, la scuola sarebbe poi stata portata avanti con successo dalla figlia, ovvero la pittrice conosciuta negli ambienti come Nera Simi (1890-1987), definita dal padre “la migliore allieva”.

    Nerina all’anagrafe, Nera in campo artistico, due nomi che paiono rievocare il territorio di Terni.

    Si scopre allora che Filadelfo aveva deciso di chiamare così sua figlia proprio nel ricordo del periodo che aveva trascorso in Valnerina, a Papigno per l’esattezza, che fu per il pittore fonte di grande ispirazione, per i suoi paesaggi certo, ma anche per gli aspetti dei costumi e della vita rurale.

    Si legge nel suo sito ufficiale:

    <<1878. Ritorno in Italia attraverso la Svizzera e buen retiro in Umbria, nel paese di Papigno, in Val Nerina, dove viene ospitato nella canonica che egli trasformerà in una sala di esposizione. Fra i quadri dipinti in questo periodo ci sono capolavori come La tisica, il San GerolamoI giocatori di morraIl berretto rossoI pescatorelliLa superbiosa, il Costume umbro – acquistato dal re d’Italia Umberto I – e molti studi di paesaggio, di scorci di paese e di tipi somatici. Qui riceve la visita del letterato Mario Pratesi, suo estimatore, il quale avverte la straordinaria abilità del Simi come ritrattista>>.

    http://www.filadelfosimi.it/biografia/filadelfo_simi.htm

    Cerchiamo allora di intendere meglio questo passaggio. Non ho al momento reperito testi di autori locali che raccontano del suo soggiorno a Papigno, potendo quindi solo ipotizzare che la canonica menzionata sia la parrocchia della frazione alle porte di Terni. Si dice che Simi non fosse un autore molto prolifico, limitandosi a pochi dipinti l’anno. Eppure a questo periodo trascorso in Umbria, da intendersi come una sorta di ritiro spirituale, vanno riferite alcune delle sue tele di maggiore valore, quale appunto il Costume Umbro (1880), olio su tela che venne addirittura acquistato dal sovrano.

    Per quanto riguarda invece la sua relazione con Mario Pratesi, che avrebbe poi redatto un articolo pubblicato da Rassegna Nazionale (“Paesisti”, Firenze, luglio 1918), lo scrittore toscano si trovava proprio a Terni nello stesso periodo, dove era impiegato come insegnante. Darò conto di questa specifica esperienza in un prossimo articolo.

    Oltre ai ritratti di donne della nostra terra (insieme a Costume umbro rientrano in questa serie altre opere tipo La tisica, La superbiosa, Uccello di Campagna), ho cercato di indagare quali dipinti di Simi ritraessero piuttosto il paesaggio intorno a Papigno, individuandone alcuni, di cui uno che ritengo errato nel titolo con cui è stato catalogato. Trattasi perlopiù di opere che si trovano in collezioni private.

    Costume umbro.

    L’immagine in copertina, dal titolo Paesaggio toscano con due contadinelle (olio su tavoletta, 16 x 24 cm), non sembra infatti uno scorcio toscano, ma bensì l’ingresso al paese di Papigno, con la rocca di Monte Sant’Angelo sullo sfondo.

    È poi sicuramente la valle del Nera quella rappresentata nella tela Paesaggio umbro presso Terni (olio su tela, 31 x 24 cm), che inserisco sotto.

    E sembra ancora la rocca di Monte Sant’Angelo quella che si vede sullo sfondo dell’opera I pescatorelli, che è appunto riferita al periodo umbro.

    E dal profilo della montagna, lo stesso potrebbe dirsi per l’opera Il saluto (olio su tela 86×60 cm), che è però datata 1907. Non sembra tuttavia vedersi la rocca, e pure il paesaggio intorno a Stazzema si presenta molto simile.

    C’è poi un’originale rappresentazione della Cascata delle Marmore, di cui non si conoscono ulteriori dettagli.

    E un’altra tela, dal titolo Casine a Papigno, fu esposta alla retrospettiva del 1958 che venne dedicata a Filadelfo Simi al Palazzo Strozzi di Firenze. Non sono però riuscito a rintracciarla. Stesso dicasi per un’opera citata nel web dal titolo Piove a Papigno.

    Concludo con una rassegna delle altre opere di Simi realizzate durante il suo periodo umbro. Mi riservo inoltre di integrare questo articolo laddove dovessi reperire altre informazioni più specificatamente legate all’esperienze del pittore a Papigno.

    Christian Armadori

     

    Uccello di campagna. Contadina Umbra (olio su tela, 98 x 78 cm).

     

    La tisica. Disegno preparatorio. Carboncino a matita (39 x 27 cm).

     

    La superbiosa. Olio su tela (35,5 x 40 cm).

     

    I giocatori di morra. Olio su tela (127 x 57 cm).

     

    San Girolamo. Olio su tela (53 x 42,5 cm).

     

    Il berretto rosso.

     

     

     

     

     

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  • Lezioni online di inglese e spagnolo

    Nov 10 • Lifestyle • 27 Views

    Ecco una proposta a tariffe vantaggiose per chi vuole migliorare il suo livello di inglese o spagnolo, fare semplicemente pratica, cominciare praticamente da zero, o cerca un aiuto per i compiti di scuola.

    Christian ha maturato circa 15 anni di esperienza come insegnante di lingue straniere all’estero, a tutti i livelli, e con tutte le fasce di età.

    La formula è quella di lezioni online tramite la piattaforma Zoom .

    La tariffa è di sole 15 euro per un’ora di lezione.

    Trattasi di lezioni divertenti che abbinano all’aspetto didattico quello ludico, assolutamente adatte a bambini e ragazzi di scuola.

    Per info: chri.armadori@gmail.com, oppure 3791380908.

    CURRICULUM INSEGNANTE

    Christian Armadori ha una consolidata esperienza nel campo dell’insegnamento delle lingue straniere. Ottenute le necessarie qualifiche come insegnante di lingua italiana per stranieri a Londra, ha conseguito il diploma DITALS dell’Università di Siena per gli aspetti inerenti alla glottodidattica. E’ inoltre in possesso del Cambridge Certificate in Advanced English (CAE) e del diploma DELE B2 per lo spagnolo conseguito con l’Instituto Cervantes.

     

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  • Il pittore G. A. Wallis alla Cascata delle Marmore

    Nov 3 • Terni Falls Festival • 64 Views

    Vi parlo oggi del pittore inglese George Augustus Wallis, un artista che dipinse la Cascata delle Marmore non ancora catalogato nell’archivio dei pittori Plenaristi.

    Nato secondo la maggior parte delle fonti nel 1761 a Merton Surrey (1770 secondo altri contributi), nella periferia sud di Londra, Wallis giunse in Italia nel 1788, finanziato da George Greville, secondo Earl of Warwick.

    La sua formazione iniziale fu influenzata dagli ambienti degli artisti tedeschi neoclassici.

    Wallis fu da principio a Napoli, dove conobbe Jakob Philipp Hackert, pittore paesaggista che gli fece da guida e da maestro. Il suo personale Grand Tour lo portò successivamente a Paestum ed in Sicilia.

    Quindi, dal 1794, Wallis si trasferì a Roma, dove cominciò a frequentare gli artisti Asmus Jacob Carstens, Gottlieb Schick e in special modo Joseph Anton Kock, di cui ammirò le aggrovigliate vedute alpine e romane. Qui Wallis realizzò numerosi schizzi di paesaggi della campagna romana.

    Landscape near Roma, 1794.

    Di ritorno a Londra nel 1806, il pittore fu osteggiato per la sua reputazione di democratico e simpatizzante dei Francesi.

    Wallis fu quindi in Spagna nel periodo 1807-10, dove si guadagnò da vivere come di rivenditore di opere d’arte, poi raggiunse la Germania, in particolare la città di Heidelberg.

    Dal 1817, l’artista inglese si stabilì in pianta stabile a Firenze, dove insegnò per l’Accademia delle Arti e del Disegno. Qui realizzò ritratti delle personalità fiorentine e schizzi di paesaggi su carta, poi da Wallis trasferiti su tela.

    Portrait of an unknown lady.

    Wallis ebbe un figlio, di nome Traiano, anch’egli pittore, che nel 1819 eseguì l’opera Il Martirio di Santa Cristina, attualmente a Firenze, nella Chiesa dei Santi Vito e Modesto a Bellosguardo.

    Non è chiaro l’anno al quale riferire il dipinto che Wallis fece della Cascata delle Marmore, dal titolo The Marble Falls, Terni.

    Trattasi di un olio su carta, delle misure 45,5 x 38,5 cm, conservato presso The Fitzwilliam Museum di Cambridge. Si pensa che sia stato realizzato tra il 1788 ed il 1806.

    Wallis morì a Firenze, sua patria adottiva, nel 1847.

    Christian Armadori

    Fonti:

    https://www.nationalgallery.org.uk/artists/george-augustus-wallis

    https://www.britishmuseum.org/collection/term/BIOG50263

    https://artuk.org/discover/artworks/the-marble-falls-terni-5027

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  • Lezioni private di inglese e spagnolo a Terni

    Ott 15 • Lifestyle • 147 Views

    Ecco una proposta a tariffe vantaggiose per chi a Terni vuole migliorare il suo livello di inglese o spagnolo, fare semplicemente pratica, cominciare praticamente da zero, o cerca un aiuto per i compiti di scuola.

    Christian ha maturato circa 15 anni di esperienza come insegnante di lingue straniere all’estero, a tutti i livelli, e con tutte le fasce di età.

    La formula è quella di lezioni online tramite la piattaforma Zoom (preferibile), oppure direttamente al vostro domicilio.

    Nel primo caso, la tariffa è di 15 euro per un’ora di lezione, nel secondo la tariffa è di 20 euro.

    Trattasi di lezioni divertenti che abbinano all’aspetto didattico quello ludico, assolutamente adatte a bambini e ragazzi di scuola.

    Per info: chri.armadori@gmail.com, oppure 3791380908.

    CURRICULUM INSEGNANTE

    Christian Armadori ha una consolidata esperienza nel campo dell’insegnamento delle lingue straniere. Ottenute le necessarie qualifiche come insegnante di lingua italiana per stranieri a Londra, ha conseguito il diploma DITALS dell’Università di Siena per gli aspetti inerenti alla glottodidattica. E’ inoltre in possesso del Cambridge Certificate in Advanced English (CAE) e del diploma DELE B2 per lo spagnolo conseguito con l’Instituto Cervantes.

     

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  • Il tetto del Big Ben sarà presto libero dalle impalcature

    Set 29 • Eventi • 86 Views

    LONDRA – Il tetto della torre che ospita il Big Ben tornerà presto visibile, dopo tre anni di lavori di restauro, con la rimozione delle impalcature che lo circondano.

    Ci vorranno sei settimane prima che il ponteggio venga smontato, rivelando 3.433 tegole in ghisa restaurate che sono state rimosse e riparate in un’officina specializzata.

    Ma i lavori proseguiranno sul resto della struttura, conosciuta anche come Elizabeth Tower.

    Gli interventi di conservazione sono iniziati nell’agosto 2017. All’inizio si era pensato di silenziare la campana fino al completamento stimato della ristrutturazione, previsto per il 2021.

    L’indignazione dell’opinione pubblica portò tuttavia a un cambio di programma, e fu quindi deciso che il Big Ben avrebbe comunque suonato in occasione di importanti eventi nazionali.

    L’ultima volta che era stato svolto un lavoro significativo fu nel periodo 1983 al 1985, ma il Big Ben viene costantemente adeguato e mantenuto.

    Recenti lavori di ristrutturazione erano necessari perché la torre soffriva di <<problemi comuni in edifici di età simile>>, secondo una dichiarazione del Parlamento britannico.

    I lavori di conservazione mirano a preservare elementi significativi della torre, riparare e ridipingere gli interni, rinnovare i servizi dell’edificio, migliorare i sistemi di sicurezza e protezione antincendio e ottimizzare l’efficienza energetica.

    Verrà inoltre installato un ascensore per facilitare l’evacuazione di emergenza e aumentare l’accessibilità.

    Fonte My London.

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  • Il grande scultore Bertel Thorvaldsen alla Cascata delle Marmore (anno 1820)

    Set 24 • Terni Falls Festival • 156 Views

    C’è pure il grande scultore danese Bertel Thorvaldsen (1770–1844) tra i viaggiatori illustri che hanno visitato la Cascata delle Marmore ai tempi del Grand Tour.

    Il nome dell’artista scandinavo, che non era ancora stato catalogato nel novero dei personaggi transitati dal territorio di Terni e Narni, è stato riscoperto grazie alle ricerche storiche condotte dall’associazione culturale Porto di Narni, approdo d’Europa.

    E proprio Bertel Thorvaldsen sarà il principale protagonista della terza edizione del Terni Falls Festival (3-6 dicembre 2020), per il quale l’associazione comunicherà nei prossimi giorni le prime anteprime.

    Insieme ai 200 anni dal soggiorno a Terni dell’artista, avvenuto il 14 dicembre 1820, ricorrono peraltro i 250 anni dalla sua nascita. Una doppia ricorrenza che gli organizzatori intendono celebrare degnamente.

    Esponente del Neoclassicismo, romano di adozione, Thorvaldsen è considerato in modo unanime il più importante scultore del XIX secolo insieme ad Antonio Canova.

    Le informazioni sul suo pernottamento a Terni, ed il successivo transito da Narni, sono state tratte dall’archivio del Thorvaldsen Museum di Copenaghen, che sarà partner dell’associazione Porto di Narni per il prossimo Terni Falls Festival.

    Thorvaldsen stava rientrando a Roma dopo circa 2 anni trascorsi in patria. A Terni giunse dalla via di Foligno e Spoleto, e decise di fermarsi in una locanda per la notte, sebbene non sia noto quale essa fu. La mattina successiva, l’artista ripartì alla volta di Roma passando per Narni e Otricoli.

    Grazie ad una più dettagliata investigazione condotta da Giuseppe Fortunati, socio dell’associazione culturale e storico del territorio narnese, si è permesso di accertare come Thorvaldsen non fosse da solo in quel viaggio.

    http://www.narnia.it/campana.html

    Suoi compagni di avventura erano infatti l’architetto danese Simon Christian Pontoppidan (1793-1822) e lo scultore ceco, naturalizzato polacco, Pawel Malińsky (1790-1853).

    Il fatto che il trio abbia visitato la Cascata delle Marmore, il giorno stesso di arrivo, sembra ricavarsi proprio dagli appunti di Pontoppidan, laddove a fianco della parola Terni è riportata la voce vandfaldet: nella lingua danese significa appunto cascata.

    Si ringrazia Margrethe Floryan, curatrice del Thorvaldsen Museum, per il supporto nella ricerca e nell’organizzazione dell’evento.

    Christian Armadori (presidente associazione Porto di Narni).

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  • RecuperiAMO l’antica chiesa di San Giovenale a Cecalocco

    Lug 18 • Terni Falls Festival • 487 Views

    TERNI – È un’iniziativa a tutela del patrimonio storico-artistico quella organizzata dall’associazione culturale Porto di Narni, approdo d’Europa per il prossimo sabato 1 agosto 2020.

    Dopo il successo dell’evento MozarTiAmo, organizzato per celebrare i 250 anni del passaggio del grande musicista austriaco da Terni, ed inserito all’interno del cartello Terni Falls Festival, stavolta i soci punteranno invece sulla frazione di Cecalocco, compresa nel territorio del Comune di Terni.

    Come da consuetudine, lo spirito è proporre un’occasione conviviale all’insegna della storia locale, il teatro, la musica, la pittura, il rispetto per l’ambiente e la voglia di stare insieme.

    L’idea nasce dalla volontà di coinvolgere la cittadinanza sulla necessità di salvare la deliziosa chiesa di San Giovenale, un edificio di culto costruito tra il XII e il XIII secolo in precario stato di conservazione, per non dire a rischio di crollo totale, che presenta all’interno dei pregevoli affreschi.

    Il sito ricade sotto la giurisdizione ecclesiastica della Diocesi di Spoleto. Un affresco raffigurante la Vergine del Monte Carmelo, che veniva segnalato presso la parete di sinistra, risulta purtroppo disperso.

    Di seguito il programma dell’evento RecuperiAMO l’antica chiesa di San Giovenale a Cecalocco:

    L’incontro è previsto alle ore 18.00 presso l’area picnic di Cecalocco adiacente alla chiesa di San Giovenale, che potremo ammirare attraverso la porta di entrata (parte del tetto è crollato).

    Il presidente dell’associazione culturale, Christian Armadori, fornirà delle informazioni storiche sull’edificio di culto, supportato dalle testimonianze degli abitanti di Cecalocco, che più volte hanno sollecitato un necessario intervento di recupero.

    Seguirà quindi l’artista Massimo Zavoli con la presentazione di un’acquaforte sui Protomartiri, nativi proprio di questa zona dell’Umbria meridionale, di cui ricorrono 800 anni dal martirio.

    Spazio poi al teatro, con l’attore Stefano de Majo che metterà in scena il suo spettacolo Francesco allodola di Dio, accompagnato con la voce e la chitarra di Marialuna Cipolla, nei panni di Santa Chiara. Sarà dunque richiamata la figura del Poverello di Assisi per invocare il restauro della chiesa.

    Per chi volesse mangiare in loco, sarà in funzione un punto ristoro con panini e bibite gestito dall’agriturismo La Mela Rossa, sponsor dell’iniziativa.

    L’evento è aperto a tutte le associazioni del territorio che vorranno dare il loro supporto.

    Per informazioni: assportodinarni@gmail.com

    379-1380908 (Christian) o 328-8443594 (Anna).

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  • Excursions with Tour Leader in the Marmore Falls area

    Lug 15 • Terni Falls Festival • 418 Views

    Southern Umbria is a fascinating land not yet affected by large mass tourism.

    Visitors generally come to this area to admire the wonderful Marmore Falls (Cascata delle Marmore), and too often they leave without having really breathed the true atmosphere of the surrounding places.

    The territory of the Province of Terni offers a whole series of ancient villages and landscape attractions that deserve to be discovered and experienced, for a suggestive mix of history, art, traditions, nature and flavors.

    The best choice to maximize a stay in this area is therefore to rely on a local professional in the tourism sector, as a tour guide or a tour leader.

    Here is the proposal that can be right for you! Prices are affordable too!

    My name is Christian Armadori, I am a local tour leader, with over 15 years of experience in the sector, in Italy and abroad, with groups and families, and I deeply love the land where I was born.

    Former director of the network Londra in Italiano (Tripadvisor Certificate of Excellence 2018 and 2019), I have been back to Italy for some time, where I am waiting to introduce you to the territory of my Umbria and nearby Sabina, in particular the surroundings of the famous Marmore Falls.

    The itineraries may include the villages of Arrone, Ferentillo, Polino, Scheggino (Valnerina area), Piediluco, Labro, Greccio (Lake Piediluco area), Cottanello, Montasola, Casperia (Sabina area), Cesi, Sangemini, Portaria (Monti Martani area), Poggio Lavarino, Polenaco, Macerino (Valserra area), Melezzole, Santa Restituta, Toscolano (Monti Amerini area) and the city of Terni.

    In respect of the duties of a tour leader, the excursions that I propose are to be understood as easy and suitable for everyone, therefore no academic explanations of churches and monuments, but mainly a great desire to make you discover wonderful villages away from the most popular routes.

    The excursions are available in Italian, English and Spanish language.

    Prices range from € 20 per hour per couple or family if the tour is in Italian, and € 25 per hour if the tour is in English or Spanish. Regular invoice will be issued.

    As for logistics, and in compliance with Covid 19 regulations, customers will be able to follow the tour leader with their own vehicle.

    However, I recommend that you contact me in advance to better organize the excursion and decide an itinerary based on your interests. It will also be my care to provide you with advice on accommodations, restaurants, typical dishes, places not to be missed, and other practical aspects.

    Info: chri.armadori@gmail.com

    Telephone: 0044-7831696510 or 0039-3791380908

    Where your interest is instead that of a visit in more detail, I can personally provide you with the contacts of fellow tour guides.

    If you wish to visit Narni, for example, you can contact Alfredo Paciaroni (tours available also in French and German language).

    https://www.guidanccturisticaumbria.it/

    If you wish to visit Ferentillo, you can instead turn to Sebastiano Torlini.

    https://visitferentillo.it/

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  • Domenico Densi (1691-1779), l’organaro ternano che avrebbe accolto W. A. Mozart

    Lug 10 • Terni Falls Festival • 413 Views

    Sono oggi a parlarvi di un organaro ternano del XVIII secolo, il cui nome è saltato fuori durante le ricerche condotte per i 250 anni del passaggio di Wolfgang Amadeus Mozart dalla città di Terni.

    Come in molti sapranno, questa ricorrenza sarà degnamente celebrata nella splendida cornice di Piazza San Francesco, e rientra all’interno delle iniziative organizzate dall’associazione culturale Porto di Narni, approdo d’Europa per il Terni Falls Festival.

    Nel tentativo di reperire notizie storiche circa il particolare episodio, avvenuto l’11 luglio 1770, ho sentito da più parti delle voci che avrebbero dell’eccezionale, ma non suffragate purtroppo da nessun documento a conferma.

    Si racconta infatti che il giovane musicista austriaco, ancora 14enne all’epoca del suo transito dal nostro territorio, avrebbe addirittura suonato l’organo del Duomo di Terni, proprio come aveva fatto a Civita Castellana solo qualche ora prima. Altri ipotizzano invece che Mozart possa essersi esibito per conto della famiglia Gazzoli.

    Ciò sarebbe avvenuto grazie all’intercessione di un vecchio organaro ternano, Domenico Densi, ribattezzato Denzi nel dialetto locale.

    Seppure affascinante, ho ritenuto da subito che tale informazione andasse letta con molta cautela, per tutta una serie di ragioni.

    Se si prendono per buone le indicazioni di Leopold Mozart, padre del genio, la permanenza sul suolo ternano di Wolfgang Amadeus si sarebbe protratta appena per qualche ora, giusto il tempo di riposare, per poi riprendere il viaggio verso Loreto alle prime luci dell’alba (lettera scritta da Bologna il 21 luglio 1770). I Mozart erano partiti da Civita Castellana intorno alle 16.30.

    Domenico Densi, classe 1691, aveva a quel tempo 79 anni. Nonostante l’età avanzata, nulla ci vieta di pensare che l’organaro potesse davvero aver fatto accedere Wolfgang Amadeus all’organo del Duomo, o lo avesse introdotto alla famiglia Gazzoli.

    Possibile tuttavia che nessun testo di storia locale abbia mai fatto cenno ad un simile avvenimento?

    Basti considerare che tra i registri dell’Archivio di Stato non si trova traccia neppure del passaggio dello stesso Mozart.

    Se dunque il fatto che il grande musicista abbia suonato a Terni sia da considerarsi una notizia non verificabile, questo ha permesso tuttavia di approfondire la vita del concittadino Domenico Densi, che altrimenti sarebbe rimasto nel dimenticatoio.

    Provo allora a fornire qualche indicazione rispetto a questo personaggio, da intendersi come uno dei più importanti costruttori e riparatori di organi cha hanno operato sul nostro territorio.

    Dal documento di battesimo conservato all’Archivio di Stato, si legge:

    <<A dì 20 Febraro 1691 – Domenico Simeone Gasparo figliolo di Paolo Densi e Angela Saracini sua consorte nacque domenica prossima passata tra le 8 e le 9 hore di notte nella Parrocchia di S. Nicolao in Viis et è stato battezzato da me Don Giuseppe Mattilli Com. Re (Commare) Persia Ricci>>.

    La formazione di Densi avvenne sotto la guida di Cristoforo Fontana, un esperto organaro romano che si era stabilito a Terni verso la fine dl XVII secolo.

    Insieme al suo maestro, tra il 1709 e il 1710 Densi aveva collaborato alla manutenzione dell’organo della cattedrale di San Lorenzo a Perugia. Il giovane apprendista rimase sotto la direzione di Fontana fino al 1721, per poi mettersi in proprio una volta acquisite le necessarie competenze.

    Densi aveva infatti firmato un contratto per la costruzione dell’organo a canne della Cattedrale di Santa Maria Assunta di Orte. Per la sua realizzazione, egli riutilizzò parte del materiale fonico del precedente strumento, costruito nel 1582 da Domenico Benvenuti. Questo organo, perfettamente funzionante, è stato recentemente restaurato: il completamento dei lavori ha visto esibirsi, il 18 maggio 2001, il maestro olandese Wijnand Van der Pol.

    Nel 1722, troviamo Densi impegnato a Norcia per la riparazione all’organo della concattedrale di Santa Maria Argentea.

    Lo stesso anno, l’organaro ternano aveva intanto sposato Rosalia Paglia. Da questa unione, vennero al mondo due figli: Giuseppe Maria, nato il 18 febbraio 1723, e Michele Arcangelo, nato il 2 ottobre 1724, entrambi battezzati nella parrocchia di San Niccolò.

    Nel 1724, Densi tornò ancora a riparare l’organo della Cattedrale di Norcia. Nel 1733, viene invece segnalato a Spoleto per il restauro dello strumento della chiesa di San Gregorio.

    Tre anni più tardi, Densi visitò il grande organo della Cattedrale di Orvieto, predisponendo un preventivo per il restauro e la ricostruzione di sei mantici, in concorrenza con l’organaro romano Lorenzo Alari, che si aggiudicò però il lavoro.

    Nel 1740, l’organaro ternano realizzò quindi l’organo della chiesa di Santo Stefano a Precetto, dove si trova il Museo delle Mummie. Lo strumento, con la facciata a tre campate, sebbene ancora visibile (come da foto copertina), è stato privato di tutto il materiale fonico, e pertanto non è più funzionante. Sulla tavola della cassa sopra il leggio si troverebbe la scritta Dominicus Densi fecit A. D. 1740, che purtroppo non ho potuto verificare con i miei occhi nonostante la disponibilità del personale in loco.

    E sempre a Ferentillo, presso la Collegiata di Santa Maria, si trova un altro organo del tutto simile a quello di Santo Stefano, costruito intorno al 1750, e restaurato tra il 1990 e il 1991. Tutto lascia pensare che, pure in questo caso, Densi ne fu il costruttore, per quanto lo strumento non rechi alcuna indicazione circa la sua paternità. Va specificato comunque come, il suddetto organo, sia stato poi rivestito da un mobile dei primi del XIX secolo, che potrebbe averne alterato l’aspetto originario.

    Nel 1741 e nel 1753, Densi effettuò due interventi di restauro all’organo Hermans della Collegiata di Santa Maria Maggiore a Collescipoli.

    Nel 1754, egli restaurò poi l’organo della basilica di Santa Maria degli Angeli, nei pressi di Assisi, insieme ad un garzone. Il lavoro comporto’ anche la ricostruzione di quattro mantici con la spesa di 43 scudi.

    Altri suoi interventi sarebbero documentati ad Amelia, Montefiascone e Rieti.

    Domenico Densi morì a Terni il 18 febbraio 1779 e venne sepolto nella chiesa di San Niccolò, adiacente all’oratorio di S. Croce, entrambi edifici andati distrutti con i bombardamenti della seconda guerra mondiale. Essi sorgevano in corrispondenza di via Ferdinando Parrabbi.

    Stando alle parole dello storico ternano Francesco Angeloni, la chiesa di San Nicolao in viis divisis era collocata nel rione Amingoni. In essa era venerato il culto di Mercurio, e nei suoi pressi trovavasi le rovine di un impianto termale. Scavi effettuati alla fine del XIX secolo confermerebbero questa lettura, essendosi rinvenute condutture e canalizzazioni (vedi Eroli. G, 1886).

    La riscoperta di Domenico Densi non è che l’ultimo frutto degli sforzi di ricerca promossi nell’ambito del Terni Falls Festival. Oltre a celebrare le grandi figure del passato transitate sul territorio di Terni e Narni, l’associazione culturale punta infatti anche a riscoprire personaggi locali che seppero contraddistinguersi. Rientrano in questa ottica gli incontri promossi sull’ingegnere ternano Giuseppe Riccardi, e quelli che saranno organizzati il prossimo dicembre circa il pittore narnese Francesco Diofebi.

    Per il presente articolo, tengo a ringraziare Andrea Giardi, Sheila Santilli (bct), Roberto Fiori e l’Ente Ottava Medievale di Orte per il supporto bibliografico, Stefano de Majo e Fabio Tili per gli spunti sull’eventuale connessione tra Densi e Mozart, Sebastiano Torlini ed il personale del Museo delle Mummie per la disponibilità sul territorio di Ferentillo, e tutti i soci dell’associazione culturale Porto di Narni, approdo d’Europa per il loro immancabile entusiasmo e sostegno.

    Vi aspettiamo domani sabato 11 luglio a Piazza San Francesco (ore 19.00-22.30) per l’evento MozarTiAmo!

    Christian Armadori

    BIBLIOGRAFIA

    Angeloni F., Historia di Terni, Roma, stamperia di Andrea Fei, 1646.

    Giorgetti R., “Organari di Terni”, in Organi ed organari in Umbria dal 1400 ai nostri giorni, Perugia, Istituto Musicale Diocesano Girolamo Frescobaldi, 1999.

    L’Umbria, manuali per il territorio: la Valnerina, il Nursino e il Casciano, Roma, Edindustria, 1977.

    L’Umbria, manuali per il territorio: Terni, Roma, Edindustria, 1980.

    Ottaviani D., Chiese di Terni, 1992 (esemplare dattiloscritto conservato presso la bct).

    Pol, W. van de, “Domenico Densi e l’arte organaria ternana”, in Il restauro dell’organo della Cattedrale di Orte : (Domenico Benvenuti, 1582 – Domenico Densi, 1721), Basilica Cattedrale Santa Maria Assunta-Orte, Banda Musicale Città di Orte, Perugia, Gramma, 2001.

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