Il bardo irlandese Thomas Moore alla Cascata delle Marmore (anno 1819)

Dic 29 • Terni Falls Festival • 297 Views • Nessun commento su Il bardo irlandese Thomas Moore alla Cascata delle Marmore (anno 1819)

In questo articolo vorrei parlarvi brevemente del poeta, compositore, cantante e commediografo irlandese Thomas Moore (1779-1852), che è uno dei personaggi legati al Grand Tour su cui abbiamo pensato di puntare per il Terni Falls Festival 2019.

Thomas Moore è famoso soprattutto per la sua raccolta di melodie. I suoi lavori più importanti sono la ballata popolare The Minstrel Boy (una sorta di inno irlandese) e il poema The Last Rose of Summer (riarrangiato in musica anche da van Beethoven).

In ragione del suo patriottismo, nonché della sua prolificità come autore, è spesso considerato dagli irlandesi il loro bardo nazionale.

Sappiamo come in Italia la figura di Thomas Moore non sia invece molto conosciuta. Premesso come il personaggio principale del Terni Falls Festival 2019 sarà comunque il grande pittore inglese William Turner (notizia annunciata circa un mese fa), ci sono una serie di motivi per cui crediamo valga comunque la pena approfondire questo eclettico autore irlandese, che vi elenco brevemente:

Nel 2019 ricorre il bicentenario della sua visita alla Cascata delle Marmore.

Potremmo cercare di creare un ponte culturale tra l’Umbria e l’Irlanda (contatti già avviati).

Ci darebbe la possibilità di lavorare con le scuole negli ambiti della musica e della poesia (oltre che della pittura con Turner).

Conobbe di persona William Turner a Roma e fu un grande amico di Lord Byron, che gli affidò le disposizioni testamentarie relative ai suoi scritti

Relativamente al primo punto, Thomas Moore visitò la Cascata delle Marmore il 18 novembre 1819, che descrisse cosÌ: <<Never was anything so magnificently picturesque at this spot. It is not merely the waterfall, though perfect in its way, but every step and every view is full of enchantment>>.

Nelle sue memorie non sono nominate Narni e Terni (dove transitò lo stesso giorno). L’autore riferisce solo di aver dormito ad Otricoli in una squallida locanda.

Per quanto riguarda il secondo punto, abbiamo sondato in questi giorni la disponibilità di due accademici esperti di letteratura irlandese e di Thomas Moore nello specifico. Uno è un professore emerito della University of Dublin, ha scritto una guida sull’Umbria ed è tra promotori dell’incontro tra la poesia irlandese e quella italiana che si svolge annualmente a Magione (con il supporto dell’Università per Stranieri di Perugia). L’altra è la docente della Queen’s University di Belfast responsabile del progetto Thomas Moore in Europe, relativamente all’aspetto musicologico. Entrambi si sono detti entusiasti di poter portare un loro contributo.

Per quanto riguarda il terzo punto, le melodie più famose di Thomas Moore sono disponibili in rete con tanto di accordi. E lo stesso vale per le poesie. Il suo poema Lalla Rookh (1817) fu l’opera più tradotta di quel tempo. Ne esiste una in versione italiana musicata dal compositore Gaspare Spontini. Questo darebbe agli studenti la possibilità di cimentarsi con la musica classica, la poesia, la lingua inglese.

E veniamo infine al quarto punto. Thomas Moore scrisse anche diverse commedie per il teatro. E per certi versi teatrale fu pure il suo rapporto con Lord Byron, che aveva inizialmente sbeffeggiato l’autore irlandese, in ragione di un duello con pistole a salve in cui era stato coinvolto. I due divennero poi grandi amici e, durante il trascorso di Moore in Italia, passarono del tempo insieme a Venezia.

Fu qui che Lord Byron affidò a Moore le sue memorie, con la preghiera di pubblicarle solo dopo la sua morte. Su pressione della famiglia di Byron, il poeta irlandese distrusse invece i passi più scabrosi, pubblicando comunque nel 1830 Letters and Journals of Lord Byron, sei anni dopo la morte dell’amico.

Come non mancarono drammi nella vita personale di Thomas Moore. Egli perse infatti tutti e cinque i suoi figli. E fu per scappare dai debiti che, nel 1819, intraprese il Grand Tour che lo portò poi in Italia. Giunto a Roma alla fine di ottobre, Thomas Moore incontrò qui William Turner e Thomas Lawrence, insieme ai quali fu ammesso all’Accedemia Veneziana su interessamento di Antonio Canova. Va ricordato come il pittore William Turner avesse visitato la zona di Terni e Narni proprio lo stesso mese di ottobre.

Lo scopo di questo articolo era principalmente quello di fare una prima conoscenza con Thomas Moore, ragionando sui possibili spunti che si potrebbero sviluppare nell’ambito del Terni Falls Festival 2019.

Moore è una figura importante della letteratura nord europea, ha parlato in termini entusiastici della Cascata delle Marmore, era in Italia nello stesso periodo di Turner, e ha strettissimi legami con Lord Byron, che pure sappiamo fu un grande ammiratore della nostra celeberrima attrazione. E ci permetterebbe di aprire una nuova finestra con la cultura irlandese.

Se poi in Italia non sono in molti a conoscere Moore poco importa, fare cultura è produrre conoscenza, ed è proprio quello che come associazione culturale ci proponiamo. Siamo anzi ben contenti di essere forse i primi ad organizzare un’inziativa in tal senso. Come siamo certi lo saranno anche i docenti delle scuole del territorio che potranno darci una mano a creare dei progetti in cui coinvolgere gli studenti.

Christian Armadori

 

Immagine: da un dipinto di Thomas Lawrence

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