Perché Terni dovrebbe celebrare il bicentenario di Frankestein

Giu 26 • Lifestyle • 1627 Views • Nessun commento su Perché Terni dovrebbe celebrare il bicentenario di Frankestein

Più volte abbiamo sostenuto l’opportunità di tradurre in iniziative culturali le varie testimonianze che grandi personaggi della letteratura, dell’arte e della scienza hanno lasciato circa la loro esperienza di Grand Tour sul territorio di Terni e Narni.

Eccoci allora a fornire uno spunto importante, che ci auguriamo possa davvero stimolare un programma di eventi per la città di Terni, non solo in ragione della valenza della figura qui in esame, ma soprattutto in virtù di un anniversario letterario celebrato a livello mondiale: da intendersi per noi come doppio laddove ad essere tirata in ballo è la Cascata delle Marmore.

Il 2018 è l’anno in cui ricorre il bicentenario della pubblicazione di Frankestein, ovvero un romanzo gotico che ha fatto la storia della letteratura internazionale.

Decine sono nel mondo le iniziative che si stanno organizzando per ricordare la sua autrice Mary Shelley (Londra, 1797–Londra, 1851) in questa significativa ricorrenza.

Per la città di Terni, l’occasione per celebrare sarebbe addirittura doppia. Il 2018 è infatti anche l’anno in cui ricorre il bicentenario della prima visita dei coniugi Shelley alla magnifica Cascata delle Marmore.

Giunsero a Terni nel novembre 1818, poco dopo la morte della loro seconda figlia Clara. Diversi testi ricordano la testimonianza di viaggio lasciata in merito dal marito Percy Bysshe Shelley (1792-1822), da considerarsi tra i più celebri poeti lirici del romanticismo britannico.

Meno attenzione è stata invece riservata alle parole che scrisse Mary circa quella incredibile esperienza, tale da evocarle un richiamo alla poesia greca antica. Di fronte alla bellezza della Cascata delle Marmore e al frastuono delle acque, all’autrice di Frankestein le parse così di immaginare Saffo saltare da una roccia e svanire poi distante in forma di cigno.

Non solo. I coniugi Shelley vollero ritornare alla Cascata delle Marmore nel giugno 1819, pochi giorni dopo la morte del loro terzo figlio William, avvenuta a Roma. Fu quasi un modo per ritemprare lo spirito dopo la terribile tragedia.

Oltre per essere stata una grande scrittrice, Mary Shelley è inoltre da ricordarsi in ragione della sua origine. La madre Mary Wollstonecraft (1759-1797) non fu una donna qualsiasi, ma bensì la fondatrice del femminismo liberale.

Un ultimo particolare. Sono noti i fatti che indussero Mary Shelley a cimentarsi con il suo popolarissimo romanzo. Tutto nacque nel 1816 in una casa sul lago di Ginevra. Mary e il marito erano in compagnia della sorellastra di lei, Claire Clairmont, accompagnata a sua volta dall’uomo con cui aveva una relazione. Costui risponde al nome del poeta Lord Byron (1788-1824), noto tra le altre cose per i canti che volle dedicare alla Cascata delle Marmore.

Il gruppo convenne di uccidere la noia della stagione piovosa provando a scrivere una storia sul soprannaturale. Chi riuscì meglio nell’impresa fu senza dubbio proprio Mary Shelley, allora diciannovenne, con il suo mostro che ha cavalcato l’immaginario di due secoli di generazioni.

Come potremmo tramutare tutta questa storia di singolari coincidenze con un programma di eventi culturali da svolgersi sul territorio di Terni entro la fine dell’anno?

Il sottoscritto, ricercatore di storia locale e presidente dell’associazione culturale Porto di Narni, approdo d’Europa, ha già cominciato a sondare il terreno, chiedendo la disponibilità dei ragazzi con cui insieme stiamo portando avanti la campagna Terni Plastic Free.

Sarebbe adesso fondamentale se altre persone volessero credere a questa proposta dal basso, potremmo magari costituire un comitato, ed insieme capire come mettere in pratica l’idea.

Convegni, proiezioni, incontri con le scuole, sono la prima cosa che ci viene in mente. Ne parleremo adesso sui social network, ci farebbe molto piacere se altri Ternani volessero sposare il progetto.

Siamo dell’idea che Terni abbia un forte bisogno di cultura. Questa doppia celebrazione ci sembra pertanto cadere a pennello.

Christian Armadori

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