Sono cinque le opere di Arnaldo Pomodoro in Umbria che si possono ammirare.

Il grande scultore romagnolo, deceduto il 22 giugno 2025 a Milano proprio il giorno prima del suo 99esimo compleanno, ha infatti lasciato in questa regione importanti tracce del suo genio.

La notizia della sua scomparsa ha quindi destato in Umbria profondo cordoglio.

Quattro sono le città che possono vantare installazioni del maestro: Terni, Spoleto, Bevagna e Todi.

Andiamo a conoscere questi grandiosi monumenti più nel dettaglio.

ARNALDO POMODORO IN UMBRIA

L’opera d’arte più conosciuta in regione è il grande obelisco che si trova a Terni al centro di una rotatoria, noto anche come lancia di luce. Trattasi di un gigante in ferro alto 32 metri e del peso di 105 tonnellate. Con questo monumento, che è presto divenuto un simbolo per la città, Pomodoro ha voluto esaltare il processo di fusione e le capacità degli uomini in esso impegnati. L’obelisco, sebbene ideato già a partire dal 1984 in occasione di una visita di Sandro Pertini all’acciaieria di Terni, è stato poi inaugurato nel 1995.

Un’altra opera molto significativa, anche per quanto ha rappresentato nel percorso artistico di Pomodoro, è quella che si trova a Spoleto, non lontano dalla stazione, conosciuta come colonna del viaggiatore. Fu infatti la prima scultura di grandi dimensioni realizzata dal maestro romagnolo. Trattasi di una colonna in bronzo, alta 6 metri, che si trova al centro della rotatoria di Viale Trento e Trento. Essa fu esposta dall’artista, nel 1962, in occasione della mostra “Sculture nella città” organizzata nell’ambito del Festival dei Due Mondi. Al termine della manifestazione, lo scultore decise di donare l’opera alla città di Spoleto.

Di grande effetto scenografico è anche il cosiddetto carapace, un’opera unica nel suo genere, ai confini tra scultura e architettura. Questo grande monumento a forma di cupola, ricoperto di rame, e inciso con crepe che richiamo i solchi della terra, altro non è che la sede della casa vinicola Tenuta Castelbuono. All’interno si producono dunque vini, anche piuttosto pregiati, quali ad esempio il Sagrantino e il Rosso di Montefalco. Ci troviamo nel territorio del Comune di Bevagna. Il carapace è nato dall’amicizia che legava Pomodoro alla famiglia Lunelli, proprietaria dell’azienda. Esso ha richiesto sei anni di lavoro ed è stato aperto al pubblico nel 2012. All’interno della stessa tenuta agricola, il maestro ha inoltre realizzato l’opera il dardo, una scultura rossa conficcata nel terreno, come a indicare da lontano la posizione della casa vinicola. Il tutto è perfettamente integrato nel paesaggio rurale.

La quarta città dell’Umbria dove Arnaldo Pomodoro ha lasciato il segno è Todi. Grazie alla collaborazione con la Fondazione che porta il suo nome, nel 2021 lo scultore è stato qui il protagonista del Festival delle Arti. La manifestazione ha visto richiamato il suo legame con Beverly Pepper, scultrice e pittrice statunitense che era deceduta a Todi l’anno precedente. Al termine della kermesse,  la Fondazione Pomodoro ha concesso alla città cinque sculture in alluminio, denominate gli scettri, che sono rimaste a Todi con la formula del comodato gratuito. Progettate dall’artista per la Biennale di Venezia del 1988, esse rappresentano, insieme, antenne del futuro e maschere tribali, in forma di scettri rotanti che dialogano in movimento con la luce e l’ambiente. L’installazione può essere ammirata presso i giardini Oberdan.

Abbiamo dunque dato conto delle cinque opere di Arnaldo Pomodoro in Umbria: un motivo in più per visitare questa splendida regione. Se l’articolo è stato di vostro interesse, potete seguirci alla pagina Facebook
https://www.facebook.com/visitterniandsurroundings

Condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *