Pietro Gimonde, l’italiano che portò i burattini a Londra

Dic 13 • Luoghi e Personaggi • 1692 Views • Nessun commento su Pietro Gimonde, l’italiano che portò i burattini a Londra

Se c’è un’eredità forte che la comunità italiana ha lasciato a Londra nel corso dei secoli, essa è da ricercarsi nella tradizione di Covent Garden quale luogo adibito agli spettacoli degli artisti di strada. Se la piazza stessa si ispirò nello stile architettonico alla Piazza Grande di Livorno, molti non sanno che lo spettacolo di marionette Punch e Judy, ancora oggi popolarissimo nella cultura britannica, prese spunto da una rappresentazione del bolognese Pietro Gimonde, ispirata alla Commedia dell’Arte ed alla figura di Pulcinella. La storia narra che il 9 maggio 1662, giorno poi fissato come data di nascita della marionetta Mr Punch, lo scrittore e politico inglese Samuel Pepys ebbe modo di imbattersi nello spettacolo che Gimonde stava mettendo in atto a Covent Garden, rimanendo particolarmente impressionato, al punto da definire quella esibizione “la migliore del genere” alla quale avesse mai assistito. Secondo quanto si legge dal libro A history of London in 50 lives, la bravura di Gimonde arrivò poi persino alle orecchie del sovrano, al punto che Carlo II lo volle a corte per tre rappresentazioni del suo show, fino a premiarlo con una catena d’oro ed una medaglia del valore di £ 25 (l’equivalente di 3.000 sterline oggi). Il primo nome che lo sceneggiatore adottò per i suoi burattini fu Polichinella per il personaggio maschile e Joan per quello femminile, che vennero poi sostituiti da Punch e Judy, più semplici da pronunciare nel primo caso e più moderno nel secondo. Ancora oggi a Covent Garden una lapide in marmo ricorda il luogo dove Pepys fu testimone dello spettacolo di burattini. Da segnalare come Gimonde fosse anche conosciuto a Londra con l’appellativo di Signor Bologna, che richiamava appunto la sua provenienza. Avremo modo di parlare di Pietro Gimonde durante le nostre visite guidate di Londra in italiano che fanno tappa a Covent Garden.

Related Posts

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

« »