Dove cercare la tomba di Anna Bolena

Mar 24 • Luoghi e Personaggi • 755 Views • Nessun commento su Dove cercare la tomba di Anna Bolena

Delle sei spose avute da Enrico VIII, sovrano di Inghilterra all’epoca Tudor, quella che più suscita interesse e compassione è sicuramente Anna Bolena, sua seconda moglie.

Deluso per non avere avuto l’erede maschio tanto desiderato, e infatuato da quella che poi sarebbe divenuta la sua terza consorte (Jane Seymour), il re trovò il sistema per liberarsi di Anna Bolena accusandola di adulterio, incesto, stregoneria e alto tradimento, ovvero una serie di imputazioni ritenute poi dagli storici per nulla attendibili.

Anna, pur proclamando fino all’ultimo la sua innocenza, venne quindi rinchiusa nella Torre di Londra, dove fu giustiziata con un colpo di spada al collo la mattina del 19 maggio 1536.

Sebbene si stesse trattando di una regina, nessuna cerimonia venne indetta per il suo funerale, e non fu predisposta neppure una bara, ciò in considerazione delle pesanti accuse che gravavano sulla Bolena.

La decapitazione fu una procedura privata alla quale assistettero solo poche persone. Si racconta che la testa ed il corpo della Bolena furono poi avvolti in un telo bianco da una delle sue dame e collocati in una cassa di legno di elmo.

La domanda che ancora oggi appassiona gli storici riguarda il luogo dove le spoglie vennero quindi effettivamente collocate.

Dove è sepolta Anna Bolena ?

Secondo la tradizione, i resti della regina vennero interrati in una tomba anonima presso la chiesa di San Pietro ad Vincula, cioè la cappella reale della Torre di Londra, che era stata completata nel 1520. La cassa di Anna sarebbe stata posta sotto al pavimento della chiesa, in corrispondenza del coro, accanto alle spoglie di suo fratello George, giustiziato solo quattro giorni prima.

Della tomba di Anna Bolena tornò quindi a parlarsi solo nel 1876, nel momento in cui l’allora regina Victoria ordinò il restauro della chiesa di San Pietro ad Vincula.

Fu in quel momento che i corpi ivi custoditi furono esaminati e identificati, tra cui appunto quello di Anna Bolena. Alla sfortunata regina venne quindi riservata una sepoltura sotto il pavimento marmoreo della cappella, oggi facilmente riconoscibile grazie alla presenza di una placca commemorativa (vedi foto in copertina).

Non tutti gli storici sono tuttavia concordi sul fatto che quello rinvenuto in epoca vittoriana fosse realmente lo scheletro di Anna Bolena.

Esistono anzi alcune leggende popolari, che narrano di luoghi diversi dove la regina sarebbe invece sepolta.

La più accreditata è quella che indica come luogo di sepoltura la chiesa del piccolo villaggio di Salle, nella contea del Norfolk, dove la famiglia Boleyn viveva fin dal 1318.

Alcuni amici della vittima, in gran segreto, avrebbero allora riesumato le spoglie di Anna, per poi condurle in questa località, dove la regina sarebbe stata sepolta a mezzanotte accanto alla tomba Geoffrey Boleyn, suo bisnonno, nonché patrono dell’edificio di culto (in foto).

Tale leggenda avrebbe poi trovato fondamento anche grazie ad un articolo scritto nel 1848 dal grande novellista Charles Dickens.

Ancora oggi, si dice che il fantasma della Bolena vaghi per la chiesa di Salle ogni anniversario della sua morte.

Curioso tuttavia segnalare come, sulla base di un racconto popolare del XVIII secolo, per un certo periodo si sia perfino ritenuto che Anna Bolena fosse stata condannata a bruciare in eterno tra le fiamme dell’Etna, come punizione per aver fatto allontanare il re Enrico VIII dalla chiesa cattolica.

Questa storia era molto in voga tra i contadini di Nicolosi, cittadina della provincia di Catania che sorge proprio sulle pendici del noto volcano.

Un’ultima voce racconta invece di come Anna Bolena avesse chiesto a suo zio –Philip Parker- di far conservare il suo cuore presso la chiesa di St. Mary a Erwarton (in foto), nella contea del Suffolk, villaggio in cui la regina aveva passato diverso tempo insieme al suo crudele marito.

La tomba ufficiale di Anna Bolena rimane quindi quella di San Pietro ad Vincula. Qui riposano anche altre vittime illustri di Enrico VIII, quali la sua quinta moglie Catherine Howard ed i martiri cattolici Tommaso Moro e John Fisher.

La chiesa è visitabile dietro pagamento del biglietto di accesso alla Torre di Londra. Si deve tuttavia seguire uno dei tour condotti dagli Yeoman Warder, i guardiani della fortezza, conosciuti anche con l’appellativo di Beefeaters.

Immagini Onthetudortrail.com, Robert Edwards, Evelyn Simak, National Portrait Gallery e Google Cultural Institute.

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